- Accesso stradale
- Parcheggiato alla Bandia, prima del cartello di Strada chiusa. Da qui all' Ancoccia e poi all' attacco della via stando alti , per pietraie decisamente scomode. Forse è meglio seguire il sentiero per la normale della Meja in discesa e poi risalire il ripido ghiaione (ma su tracce) arrivati in linea con attacco della via.
Non possiamo che confermare i commenti precedenti: primi due tiri più impegnativi,terzo,quarto ed ultimo più delicati. Nella parte superiore abbiamo seguito la linea originale. Dove la roccia è compatta è una meraviglia. Chiodatura non ravvicinata ma buona, più lunga dove le difficoltà diminuiscono. Non abbiamo integrato,se non con qualche cordone su spuntone nei tratti più rotti.
Scesi con una doppia da quasi 60 Mt filante dalla catena di sosta della variante , che esce in cima al pilastro una decina di metri a dx della linea originale. Poi a piedi a destra, faccia a valle, percorrendo quasi per intero la cengia su buona traccia.
Info utile riguardo al primo tiro: verso la metà la spittatura prosegue dritta in Placca , e da l’ idea di voler così invitare a non utilizzare la fessura, ma proseguire sul muro. Leggendo bene i post precedenti abbiamo capito che erano presenti delle lame instabili. Tali lame sono state disgaggiate recentemente come ben raccontato nella gita postata da GPP. La fessura ,inizialmente un po’ terrosa, si rivela poi netta e permette di moschettonare senza problemi anche se dal basso non sembrerebbe.
Con Carletto, La prima alla Meja. Considerata insieme a Piccola Peste la “entry level” della Meja, direi già impegnativa per il nostro livello. Attaccato poco dopo le 10, con il sole che iniziava a lambire la parete.
Percorsa in parallelo con Paolo, G.A. della Global di Borgo sulla via Bocciolo, che ringraziamo per i consigli e per le foto.