- Accesso stradale
- Sopra Lecco
Anche quest’anno, dopo averla posticipata per quasi un mese, io e Ciac ci accingiamo alla ripetizione di questa splendida via. Partiti di buona lena da MI visto il periodo autunnale e le ore di luce diminuite arriviamo all’attacco della via alle 8:45. Non l’avessimo mai fatto! Evidentemente, gli dei dell’arrampicata, adirati da questo nostro eccesso di zelo, hanno fatto scomparire l’imbrago che con grande certezza Ciac aveva infilato nello zaino la mattina stessa e ci impediscono di proseguire. Con l’animo afflitto già ci prepariamo a tornare a casa con la coda tra le gambe quando, come un fulmine a ciel sereno, Ciac si ricorda di una sua conoscenza nonché compagno di numerose scalate che si è provvidenzialmente trasferito a Pasturo. Una chiamata veloce, la fortuna di ricevere una risposta e dopo una corsa in discesa, un giretto in auto e un ritorno celere ci ritroviamo al punto di partenza. Sono le 10 e conoscendo i tempi degli anni passati sappiamo che dovremo andare in fretta e furia.
L1 fila via liscio come la placca lavorata che difende la prima sosta
L2 mi dà un po’ da pensare per il passaggio attorno allo spigolo con slego annesso
L3 diedrino e strapiombi
L4 bel traversino finale verso sinistra di soddisfazione
L5 placca verticale
L6 bel tiro con passo duro in corrispondenza di un fittone schiacciato, proteggibile con friend blu della BD o aggirabile a destra, più facile verso un vecchio chiodo
Siamo arrivati ai chiave e forse anche per la foga messa nel superare i primi tiri sentiamo la stanchezza che incombe.
L7 Ciac tira fuori le ultime energie e supera il diedro liscio e la sua ostica uscita dopo una lunga battaglia che mi dà occasione di chiacchierare con la cordata che ci è stata alle calcagna nella prima metà
L8 tento la libera dello strapiombo ma devo cedere al secondo cordone e issarmi per proseguire
Come sempre L9 ci dà il colpo di grazie, facciamo passare i nostri amici di Parma, riprendiamo il fiato e poi via con gli ultimi raggi di sole sulla parete che ci accompagnano alla cima.
Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta, sicuramente potremmo essere più allenati, ma sta di fatto che è la prima volta che dall’ultima sosta possiamo goderci il tramonto su Lecco senza pioggia o nuvole. Il morale si rialza, ci accorgiamo che tra una cosa e l’altra ci abbiamo messo molto meno del previsto e le foto di rito sono la ciliegina sulla torta.
Da qui solita discesa e poi di fretta a riconsegnare l’imbrago preso in prestito, dove veniamo calorosamente accolti con té, pane e marmellate esotiche per festeggiare la giornata.
Terza volta con Ciac a scalare duro, prendere pugni sui denti e mangiare mozzarelle. Un grazie speciale a Marco, Marta e Anna per l’imbrago che ci ha salvato e per il ristoro nella loro bella casetta.