Mazza dell’Inferno da Forno

Mazza dell’Inferno da Forno
La gita
melian
2 12.09.2020
Accesso stradale
Primo tratto della strada della Valstrona recentemente riasfaltato.

Fino all’Alpe Campo, sentiero visibile e ben segnato. Dopo, si riduce a una traccia in parte coperta dalla vegetazione e in diversi tratti rovinata da frane o con zolle di terra vicine al distacco.
Diventa così poco evidente che siamo riusciti a sbagliare, tenendoci troppo a sinistra (invece forse bisognava stare diritti in cresta? boh) e saltando completamente la cima finendo sul colletto a ovest.
A quel punto, nessuno aveva intenzione di rifare il sentiero dell’andata: discesa lungo le catene del cosiddetto “sentiero delle creste” fino all’Alpe Ventolaro.
Il tratto attrezzato richiede una decina di minuti; è indicato come da percorrere con idonea attrezzatura.
Direi di controllare i pioli prima di fidarsi ciecamente, perchè uno si è sfilato senza fatica.
Dall’Alpe Ventolaro, una traccia si silvuppa a mezza costa verso destra per poi piegare decisamente verso sinistra scendendo lungo una specie di dorsale: qui erba altissima e radi, molto radi, ometti. Si scende come si riesce particamente senza traccia grosso modo lungo la massima pendenza fino a vedere, al termine della dorsale, un ometto su un poggiolo roccioso. Raggiunto il poggiolo, bisogna individuare una vaghissima traccia (quasi totalmente invasa dalla vegetazione) ancora a mezza costa e ancora verso destra. Prima o poi si raggiungeranno sbiaditi bolli di vernice che rassicurano. Poi le cose si fanno un po’ più semplici, si raggiunge una faggeta (segni sugli alberi) e finalmente l’Alpe Ravinella dove il sentiero torna evidente.

Dall’Alpe Campo e direi fino all’Alpe Ravinella il sentiero per me è classificabile EE.
Da evitare come la peste in caso di pioggia, con tutta l’erba olina che c’è.
Direi che è adatta agli amanti delle ravanate epiche; sicuramente, non si trova tanta gente!
Un grazie a Mile e Ferdi che oggi hanno portato a spasso il bradipo (me).

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