Questa cima poco nota e frequentata, si è rivelata una piacevole scoperta per ambiente, con forti contrasti tra i verdi valloni iniziali rispetto ai più severi ghiacciai circostanti, oltre che essere un bel balcone panoramico sulla Valgrisenche e non solo!
Partenza dopo il pernottamento al Rifugio Bezzi (molto consigliabile per cibo, gestione, e locali compresi bagni con doccia calda), sentiero iniziale dopo l’attraversamento della Dora molto “balcone” sulla vallata, dal sentiero 12 deviato sul 12E che porta nel vallone del Col du Lac Noir, raggiunto in totale rilassatezza in meno di 2 ore.
Da qui le tracce spariscono per la cima, se non un po’ di ometti nell’attraversamento della pietraia, un po’ scomoda all’inizio per la dimensione dei blocchi, poi più fine e ripida nella risalita del pendio, ma mai problematica o difficile. Raggiunto il crestone (che poi in realtà è una valletta nascosta) si risale con un po’ più di fatica a causa del terreno a tratti instabile, meglio tenersi a sinistra contro le roccette che offrono un po’ più di stabilità, fino a giungere ad un piccolo ripiano sotto la cima. Ultimo sforzo e si supera il breve tratto finale tra roccette e pietrame, fino all’ometto della cima. Davvero panorama grandioso a 360°! Scariche di pietre continue sul versante nord della Punta Maurin, ma ho potuto osservare anche una grossa frana staccarsi in diretta dalla cresta (non lontano da dove si sale!) con parecchi metri cubi di rocce precipitate sul ghiacciaio sottostante, impressionante!)
In discesa optato per una variante, continuando per il crestone in direzione di un bel lago glaciale (innevato ancora per metà), e quindi per i ripiani costellati di numerosi altri laghetti (ci sono ometti che indicano la via migliore), che meritano sicuramente la deviazione. Ritrovato il sentiero 12E poco sotto al Col du Lac Noir. Gita molto consigliata per amanti del genere wild, naturalmente nessuno in cima.