Marguareis (Punta) da Madonna d’Ardua, anello Passo del Duca, Canale dei Torinesi

Marguareis (Punta) da Madonna d’Ardua, anello Passo del Duca, Canale dei Torinesi
La gita
attila89
2 23/12/2020
Accesso stradale
Pulito a Madonna d'Ardua
Osservazioni
Osservato fratture nel manto
Neve (parte superiore gita)
Farinosa compatta
Neve (parte inferiore gita)
Bagnata
Quota neve m
800
Equipaggiamento
Scialpinistica

Itinerario molto bello e vario, con necessità di navigare per bene. Neve continua e abbondante già dalla macchina a Madonna d’Ardua 923 m (rispetto a quello che vediamo nelle Alpi Cozie), neve umida sin dalla partenza e nella suggestiva faggeta per arrivare a Gias d’Arpi. Poi il pendio per arrivare alla spalla del colle del Duca è bello carico, forse conveniva andare subito alla spalla nel punto più basso, dove si riesce a stare meglio nel bosco. Fino a qui, era presente una traccia dei giorni precedenti. Neve che tendeva a fare zoccolo malgrado il caldo, vista l’umidità: la sciolina liquida ci ha salvato la vita! Traverso per arrivare al colle del Duca in ottime condizioni. Al colle del Duca vento forte da sud, inizialmente freddo, poi caldo. Navigazione tra i buchi della Conca delle Carsene, sembra quasi di attraversare un ghiacciaio ricco di crepaccio, tanto sono grossi e minacciosi! Fino al colle Scarason, neve trasformata dove batteva il sole; polvere leggera riportata dal vento all’ombra. Al colle Scarason siamo scesi, abbiamo attraversato con qualche acrobazia gli avvallamenti che ci separavano dal pendio finale (con la luce strana dovuta alle velatura, non è stato facile valutare il percorso ottimale). Poi salita sul pendio finale del Marguareis, primo tratto ripido, poi dalla spalla roccette affioranti e neve buona e portante, spazzata dal vento. Faccio notare che noi abbiamo tenuto le pelli fino in cima, senza toglierle nelle discese.
Il piano iniziale era scendere dal canale dei Genovesi, ma il vento forte ci ha fatto optare per la discesa dal canale dei Torinesi. Per arrivare all’ingresso del canale si vedevano ancora le tracce vecchie. Infine nel canale, si vedono grosse fratture nel manto, probabilmente dovute alla plasticità della neve rinsaldate dai cicli di calore degli ultimi tempi. Primo tratto con 10-15 cm di neve mobile, poi al centro del canale neve dura. In generale, temperature alte.
Nella conoide gran belle curve su 15-30 cm di neve umida, con i classici rotoloni, anche grandi, che ti rotolano intorno ad ogni curva. Poi si arriva al ruscello e lo si segue, con qualche breve risalita. Neve continua poi fino al fondovalle, in alcuni tratti costa portante, pochi sono i tratti davvero faticosi da sciare, un po’ di toboggan sul sentiero nel bosco.
Poi arrivati giù, si segue la pista battuta e rapidamente all’auto.
Oggi credo nessuno nel vallone. Condizioni strane, caldo, a tratti sembrava di essere in primavera avanzata; neve non ottimale, ma abbiamo colto l’attimo per un giro che mi ronzava in testa da ottobre, prima delle limitazioni dovute alla pandemia. Forse il giorno prima sarebbe stato migliore (ma sempre caldo caldo!) Neve mediocre, ma panorami e navigazione fantastici. Forse anche per i ravani nell’altipiano, l’altimetro segnava 2250 metri di dislivello. Partendo da casa ai limiti del coprifuoco, siamo partiti intorno alle 7:30, in cima all’una, all’auto alle 3.

Con GioPoldo Thyssenkrupp IleoPsoas, a tenere duro e a controllare sempre l’itinerario giusto. Grazie per la corda portata a spasso per tutto il giro.
Tim prende nel canale dei Torinesi (chissà come?). Valutazione bassa a causa delle condizioni (che alla fine non mi sono dispiaciute), ma il giro vale 10 stelle.

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