Mangioire (Passo delle) e Lago della Rossa da Pian della Mussa, anello per il Rifugio Gastaldi

Mangioire (Passo delle) e Lago della Rossa da Pian della Mussa, anello per il Rifugio Gastaldi
La gita
andrea81
4 07/09/2025
Accesso stradale
Parcheggio a pagamento 3 euro (attenzione a Lanzo la galleria di Monte Basso è chiusa, lunghe code al ritorno)

Gita che regala una gran varietà di ambienti e panorami, davvero completa ed appagante. Saliti piuttosto rapidamente al Rifugio Gastaldi grazie al bel sentiero sempre redditizio ma non troppo faticoso. Dal rifugio inizia il bel percorso nelle morene glaciali, con un po’ di saliscendi, verso il Collarin d’Arnas. Noi dopo il ponticello abbiamo seguito il sentiero per il Col d’Arnas fino al ripiano con il laghetto glaciale (bellissimo), dato l’intento di “conquistare” la poco frequentata Rocca Affinau (bel pulpito panoramico).
Ridiscesi sul versante opposto per un facile pendio erboso ci siamo ricollegati al sentiero principale. Giunti sotto la rampa per il colle, abbiamo notato che a destra il vecchio percorso con corde fisse non è più utilizzabile, si sale invece più o meno al centro del pendio di pietrame dove c’è ormai un buon sentiero, scollinando agevolemente al colle.
Dopo un primo tratto in falsopiano ecco che appare in tutta la sua magnificenza il Lago della Rossa, su buon sentiero si scende fino al bivacco San Camillo.
Abbiamo poi proseguito nel giro ad anello, percorrendo l’altopiano verso il Passo delle Mangioire, bellissimo ambiente e sentiero comodo, si risale di circa 150 m in totale ma con poca fatica.
Discesa nel Vallone Saulera inizialmente ripida ma su traccia abbastanza comoda, poi più dolce fino al Pian Saulera. Sotto, al bivio con i due sentieri entrambi numerati 218, abbiamo scelto quello che la mappa gps dava più diretto, ma in questo periodo probabilmente è un errore perché non prendendo già più sole risulta molt umido e scivoloso. Ci sono anche un paio di punti non proprio esposti ma molto verticali a strapiombo (purtroppo i cartelli nel senso di discesa non specificano queste differenze tra i due percorsi). Molto meglio quindi seguire l’altro che è definito “dolce).
Con qualche acrobazia sulla rocce umide e tra la vegetazione un po’ invasiva siamo comunque giunti all’Alpe Sigimosndi sotto la parete, da qui circa 1 km a piedi su strada per ritornare all’auto.

Poca gente sul percorso, colori di inizio autunno e giornata dal clima perfetto.

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