- Accesso stradale
- Aperto previo pagamento.
Partiamo in due alla volta del bivacco Volta e per la seconda volta sbaglio sentiero e finisco al Primalpia.
Poco male. A differenza del Volta, qui si sta al sole fino al tramonto e poi col binocolo vedo che li, gira troppa gente per i miei gusti.
Noi passeremo la prima notte qua, dividendola con un solitario che definirlo “taciturno” è veramente poco.
L’indomani partiamo senza troppa fretta dopo che il solitario si è già dileguato. In un’ora siamo al Volta dove troviamo 4 persone.
Continuiamo verso la cima del Ligoncio (vedi report).
Scesi dalla cima, puntiamo verso la nascosta bocchetta che in una gita dello scorso anno, non avevo trovato; ma sta volta conosco il punto esatto. Infatti arriviamo all’agognato imbocco del canale che conduce alla bocchetta di Spassato.
Arrivati in questo punto, ci troviamo in territorio per me ignoto. Bellissimo panorama a 360 gradi come da una vetta. Infatti siamo di poco più alti del Manduino stesso.
La discesa sul lato opposto è un poco vertiginosa e per fortuna sgombra da neve. Ci fermiamo sulla cresta della Punta Bresciadega poco dopo “La Porta” per ammirare le pareti NW della Punta Bonazzola, Ligoncio e Sfinge seconde per bellezza solo a quella del Badile.
Per scendere al bivacco Casorate Sempione non cè sentiero, ma solo qualche bollo. Comunque dopo un pò vediamo il tetto rosso e lo raggiungiamo senza troppi inconvenienti. 9 ore e mezza dal Primalpia, compresa la salita alla cima del Ligoncio.
Il bivacco è in ottime condizioni, asciutto e pulito.
Il giorno dopo col mal di ginocchia, continuiamo la discesa per questa Val Ladrogno più ripida e lunga di come me la ero immaginata. Raramente salita a giudicare dal sentiero.
Poi a Cola tutto diventa più familiare e ci infiliamo sul Tracciolino che conosco a memoria.
In 5 ore e mezza (dal bivacco)siamo di nuovo alla macchina.
Gran giro ad anello. Tre giorni senza una nuvola.
Sconsiglio percorrerlo in senso opposto (orario).