- Accesso stradale
- ottime
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 1800
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
LE MONTAGNE DELL’ENGADINA – Giornata grigia, calda e umida: sembrava di essere in una serra. Neve fradicia in basso fin dal primo mattino, niente vento, solo un gruppo di scialpinisti dietro di noi lungo il nostro percorso, un altro in discesa dal Piz Chalchagn, nessuno al Piz Misaun. L’idea iniziale era quella di salire al Piz Misaun, ma vista la situazione e le nuvole basse che avrebbero potuto crearci qualche problema d’orientamento, abbiamo preferito salire il più vicino Piz Mandra. Pur essendo su uno dei balconi naturali più belli dell’Engadina, al cospetto del gruppo del Bernina, oggi, anche se c’è stata qualche pallida occhiata di sole, si è visto ben poco. La sciata non è stata delle migliori: luce pessima, crostaccia in alto con qualche scampolo di polvere, poi bagnata, ma discretamente sciabile nella parte intermedia, infine fradicia e con qualche piccolo distacco al nostro passaggio nella parte bassa ma, per fortuna, senza i temuti affondamenti. Tutto sommato una discreta giornata passata tra queste grandi montagne, lungo un percorso molto bello e per noi inedito. Il dislivello è stato di 1200 mt per uno sviluppo complessivo di 15 km.
MA CHI HA LASCIATO LA PORTIERA SPALANCATA? – Il fatto curioso è che, quando nel pomeriggio siamo tornati al parcheggio, ci siamo accorti di aver lasciato una portiera dell’auto completamente spalancata. Ma visto che siamo in Engadina, come direbbe qualcuno che noi ben conosciamo, ovviamente abbiamo ritrovato tutte le nostre cose, franchi svizzeri compresi, tra l’altro necessari per pagare il tiket del parcheggio (7 FR).