- Accesso stradale
- Parcheggio a San Giacomo sia libero che a pagamento (8€ due giorni), se partite in settimana si trova posteggio gratuito senza problemi.
Gita lunga, splendida e appagante.
Si fa tutta in conserva medio-corta, noi avevamo una corda da 35m ma ne abbiamo usato circa un quarto.
Utili friends 0,4-0,75 e qualche cordone all’occorrenza.
Contare 5,30/6h di media dal Pagarì alla vetta del Gelas.
Il canale della Maledia è innevato e in condizioni buone, e pure il canale di Saint Robert si affronta solo con picca e ramponi. La traccia che si trova qui su gulliver sbuca al di sotto del tratto innevato del Saint Robert ma non abbiamo verificato tale deviazione poiché abbiamo disceso fedelmente il canale.
Dormito al Pagarì, partiti alle 5,30. Saliti sulla Maledia per ammirare la cresta nella sua interezza e ridiscesi subito per iniziare la traversata. Puntare al camino di Cima Borello e discendere lato italia per uno stretto canale che porta a un colletto; passare lato Italia su rocce bianche e cercare di guadagnare la cresta prima della forcella dove iniziano i primi torrioni di cima Chafrion (roccia rossastra lichenata). Qui la cresta è bella affilata , si passa prima lato Francia poi si guadagna un terrazzino lato Italia alla base di un camino dove si può far sicura (friend grigio incastrato, non viene via, non perdeteci troppo tempo nel provare a portarvelo a casa). Cordone rosso verso 3/4 del camino, passo chiave della traversata. Seguire sempre fedelmente la cresta fino a cima Chafrion, superata questa si scende di pochi metri lato Francia dove si appoggiano la mani sul filo e facendo cucu si vede il fu ghiacciaio del Gelas e il Rifugio Soria Ellena. Per cengette erbose si arriva alla base di un breve diedrino (rocce con macchie rosse, spuntoni neri nel mezzo) salito il quale si arriva in breve al balcone del Gelas ( possibile via di fuga comodissima su pietraia che si ricongiunge con la via francese e allungando il rientro di almeno 3 ore vi porta al colle di Finestra – infinito ). Dopo la balconata si guadagna un piccolo intaglio su roccia più chiara, si passa lato Italia e per facili roccette si arriva sulla vetta del Gelas.
Seconda via di fuga in caso di maltempo imminente il canale della via normale francese, anche qui vale il discorso precedente.
Per la discesa si scende lato Italia seguendo il cavo parafulmine della croce e alla prima cengia andare verso sinistra così ci si affaccia sulle placche con bolli blu, seguirli fedelmente facendo molta attenzione a non scaricare sui compagni di cordata. Raggiunta la pietraia si seguono bolli e ometti fino alla cima del canale di Saint Robert.
Segnalo che pure qui, in caso di condizioni avverse, si può passare lato Francia per un comodo sentierino e guadagnare la strada del Colle di Finsetra con lungo giro (bestemmiando l’onnipotente, l’umana spezie e ‘l loco e ‘l tempo e ‘l seme di vostra semenza e di vostri nascimenti).
Come detto prima il Saint Robert è ancora innevato e lo rimarrà ancora per un po’, per certi versi è pure meglio perché muove davvero tutto , fare attenzione.
Un grazie ai compagni di cordate e al Soria Ellena che vedendolo già dalla vetta infonde le forze necessarie per accelerare il passo verso il benedetto spillatore.