- Accesso stradale
- Nn
Saliti dai Baracconi, dove abbiamo lasciato l’auto. Bellissima sterrata fino al Gias, poi improvvisamente sparisce anche il sentiero e si deve ravanare tra erba e pietraie, fino a ritrovare, più in alto sulla sinistra, la mulattiera, purtroppo a tratti in rovina, che porta verso la testata del vallone. Da qui assenza assoluta di tracce, e si sale come si può fino alla conca (pietraia) che si deve attraversare per arrivare all’attacco. Difficoltà contenute (III) ma tratti esposti e con molta roba mobile. Conviene arrampicare rimanendo più possibile sul filo dello sperone: le placche tra questo e il fondo del canale non sono difficili ma abbastanza viscide e difficilmente proteggibili. Parte alta più facile e fattibile in conserva. Trovati un paio di chiodi, una fettuccia ed una croce scolpita nella roccia. Dal colletto si può raggiungere la sella dove arriva la normale, per cenge erbose, oppure proseguire per l’altra cima con alcuni passaggi interessanti ed aerei.
Gita decisamente per amatori: oltre all’ultimo ostico tratto di avvicinamento versante Baracconi , anche il “sentiero” della normale è un percorso piuttosto orribile, di quelli spaccagambe, con pietraie interminabili. Molto bello invece il laghetto nella conca in fondo alla pietraia. Grazie alla coppia francese ed ai ragazzi italiani che ci hanno dato un passaggio per ritornare ai baracconi. Con Gino, Mauro, Maurizio e Roberto.