Madre di Dio (Cima della) Via Normale da Pian della Casa del Re

Madre di Dio (Cima della) Via Normale da Pian della Casa del Re
La gita
giancuni
5 16/07/2012

Terreno di avventura.
Cima che non raggiunge difficoltà elevate (II°+) ma con alcuni fattori da tener presente: la quasi assenza di tracce e di ometti, le rocce marce e friabili in un terreno complicato, pendii insidiosi specialmente con il bagnato. Di remunerativo: ambiente solitario, e bellissimo panorama che si gode dalla spuntone della vetta sormontato dalla statua bianca della Madonna.
Saliti nel largo canale (poca la segnalazione)al colletto della Madre di Dio 2720m dove sbuca il canale Nord, ancora con la presenza dell’ultima neve. E’ un bellissimo balcone sulla conca del vallone dell’Argentera. Dopo una breve discesa sullo sfasciume del ripido canale settentrionale risaliamo il muretto roccioso raggiungendo la evidente cengia. Dapprima larga e comoda per poi restringersi sopra i pendii verticali dove sono presenti tre chiodi (ribattuti per sicurezza). Procediamo con tiri dove vi sono i chiodi nella cengia e poi praticamente in conserva sino in vetta. Usciti dalla cengia risaliamo alcuni metri per doppiare una crestina e scendere dall’altra parte nel canale nord erboso con tratto finale in roccette (II°) che adducono al versante del Remondino. Scendiamo l’insidioso pendio in ambiente esposto e delicato seguendo la traccia, alcuni ometti ci confermano la via (le tracce si possono confondere con quelle dei camosci). Seguendo le cenge pianeggianti intravediamo sulla nostra destra il nuovo ripido pendio, lo seguiamo e scavalcando un breve muretto troviamo un bellissimo diedro abbattuto (II°) che sale sino a raggiungere i massi accatastati della cima, dove poco distante e posata la statua marmorea della Madre di Dio. Oggi è una bellissima e fresca giornata, il panorama è stupendo.
Dicevamo del terreno di avventura, noi invece di ritornare sui nostri passi al colletto della Md D (consigliato), invece di scavalcare a destra le rocce e raggiungere l’itinerario del versante SO (classificata F+) ci siamo buttati nel canalone incassato a sud seguendo tracce di camosci e di umani. Da sconsigliare, molto dispendioso, si disarrampica parecchio, tanto sfasciume e due doppie per discendere i salti rocciosi creati dall’accqua (assente). Quando abbiamo raggiunto il sentiero Remondino/ Bozano, dove sono presenti le corde fisse, abbiamo davvero tirato un lungo sospiro.

Con mio fratello Luciano

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