- Accesso stradale
- Ok
Le previsioni per oggi danno vento forte così mi rifugio nei boschi e questo itinerario che avevo in mente da tempo fa al caso mio. Non ero mai stata in questa zona, almeno nella parte bassa di Rialto, e quindi questo è un giro di scoperta su un itinerario messo assieme sulla cartina collegando diversi sentieri e strade forestali. Alcuni sentieri sono stati risistemati e puliti ultimamente dal Comune di Rialto che ha creato degli itinerari tematici nel suo territorio, li ha segnati e dotati di paline indicatrici con destinazioni, quota e coordinate Gps, Grazie! Da Cheirano la segnaletica è buona, alla ferriera invece i segni son scomparsi, ma la logica e la cartina danno una mano. Passo la bella cascata e proseguo nel bosco in salita, i segni sono scarsi e al bivio al poggio dove si deve andare a sinistra non trovo nessun segnavia, ovviamente non leggo gli opuscoli che avevo e così sbagliando salgo dal sentiero che prosegue dritto in salita, evidente prosecuzione di quello che stavo facendo, cartello dei cacciatori con le varie postazioni segnate. Non vi sono segnavia ma è ben marcato anche se spesso pieno di foglie, le molte foglie secche sui sentieri saranno per tutto il giorno una trappola infernale per caviglie e gambe. In un pianoro erboso il sentiero si perde nel bosco ma a intuito lo seguo verso sinistra facendo degli ometti fino a ritrovare di nuovo il sentiero ben marcato. Arrivo dove i due sentieri di salita si ricongiungono, qui fiera dei cartelli e segnavia che indicano quello da dove non son salita, impossibile non vederli, mentre in basso nemmeno uno! Arrivo sul crinale e qui incontro orde di mtb, la maggior parte tedeschi credo, con accompagnatori italiani. Fino a qui il forte vento non mi ha dato fastidio anche se lo sentivo soffiare, in qualche tratto sul crinale si fa sentire ma gli alberi mi riparano smorzandolo, non fosse per lui si potrebbe stare tranquillamente in maglietta. Bellissima la faggeta per arrivare alla Madonna della Neve, in questo periodo è davvero meravigliosa, avvolta da un alone di mistero e magia che aleggia nell’aria, forse il momento migliore per fare questo giro! Pranzo al caldo sole parlando con gnomi e folletti del bosco e poi proseguo per la Madonna della Neve. Qui al valico il vento tira forte ma sono pochissimi metri, le pale eoliche girano vorticose e rumorose, rientrando nel bosco esposto a sud tutto svanisce. Il sentiero in alcuni tagli della strada sembra più il letto secco di un ripido ruscello che un sentiero, sono molte le pietre e le insidie nascoste sotto il folto strato di foglie. Visito alcuni Tecci ripuliti dalla vegetazione, le trappole nell’erba sono numerose! Sulla mulattiera trovo anche una lunga biscia che mi si rigira fingendo un attacco alzandosi e tirando fuori la lingua, così aspetto che si sposti e proseguo. Il lavoro di pulizia dei Tecci e del tratto di mulattiera che scende a Cheirano sono evidenti ed importanti vedendo quel che è rimasto intorno. Finisco il giro incolume nonostante tutto, anche oggi sola e raminga per magici boschi! A parte i numerosi Mtb nel tratto prima della Casa del Mago non ho incontrato nessuno!