- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1800
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Seguito l’itnerario coincidente con la via normale che dopo il Col della Fea risale il versante sud, sulla parte meridionale del ghiacciaio della Levanna. Saliti con i ramponi dall’inizio del tratto ripido sotto alla cresta che interrompe il ghiacciaio per un tratto (quota 3200 circa), fino a pochi metri dalla selletta sulla cresta rocciosa (m 3500 circa), dove ci siamo fermati a causa della neve gia molto molle (ore 10), senza raggiungere la vetta.
Discesa che definirei “superbe” (per dirla alla francese) fino al rifugio Daviso! Anche i tratti più ripidi e la bella cresta nevosa si sono rivelati ottimamente sciabili, su pendenze e difficoltà classificabili nell’ambito dello scialpinismo classico (una bella OSA, oppure 3.2/3.3 se si preferisce). Si scende poi ancora molto bene nel canale del Torrente Gura fino al Gias di Lei.
In salita abbiamo invece seguito il sentiero ormai quasi del tutto sgombro di neve.
Con Elio, partenza alle 3,20 da Forno… Perso un po’ di tempo a ritrovare il sentiero dopo l’attraversamento delle due grosse valanghe poco dopo Forno. Decisamente consigliabile il pernottamento al Daviso, tenuto anche conto dell’esposizione orientale del percorso.
Non può certo definirsi una “gita comoda” ma, vista la bellezza del percorso e la rilevanza di questa montagna, ben visibile anche da Torino, stupisce che sia cosi di rado frequentata in sci.