- Accesso stradale
- Consigliabile attrezzarsi con 2 auto (o in alternativa con delle bici) per trovare un'auto al Serrú e accorciare la lunghissima discesa.
Pernottato al Jervis per risparmiarci 600 metri di dislivello.
Partiti dal rifugio alle 3:40, arrivati all’attacco della via verso le 7:00, in vetta alle 10:20, al Serrú alle 19:15.
Il ghiacciaio è piuttosto tormentato ma nonostante il gran caldo la maggior parte dei buchi sono coperti, non abbiamo avuto problemi neanche nell’attraversamento della terminale.
Lo sperone è piuttosto delicato (in alcuni punti si muove tutto anche roba grossa) ma regala diversi passaggi divertenti e solidi. Il passaggio chiave, situato all’incirca a metá della via, (aggirabile sulla sinistra su sfasciumi?) è un diedro seguito da due passaggi strapiombanti (VI pieno, scarpette utili)
L’ultima parte prima della cima non presenta grosse difficoltà tecniche ma la qualità della roccia peggiora.
L’uscita della via è sulla cresta della normale, in prossimità della vetta.
Ritorno dalla via normale eterno.
Gita magnifica in ambiente selvaggio e incontaminato; su tutta la via nessuna traccia di presenza umana se non un ometto.