Lavaredo (Cima Piccola di) Via Helversen

Lavaredo (Cima Piccola di) Via Helversen
La gita
marcogiorgetti
4 08/07/2012

Per prima cosa una piccola precisazione: quest’itinerario è il risultato di una combinazione di vie: la Innerkofler-Witzenmann-Helversen nella parte bassa, la Innerkofler-Witzenmann-Reider nella parte centrale, e infine la più bella e sostenuta parte alta, in parete Nord, costituita dalla Sepp e Veit Innerkofler con H. Helversen. Poiché la parte centrale della via consiste in un umido camino detritico, che convoglia tutte le scariche di sassi che si staccano dalla Forcella di Frida e dalla Cima Piccola, oggi si suole aggirare questa sezione mediana traversando ancora a destra(E), quasi raggiungendo così lo Spigolo Ovest della Punta Frida, fino ad una cengetta netta e pulitissima che consente di riattraversare verso Ovest buona parte del versante meridionale della Cima Piccola, conducendo infine alla Forcella di Frida, dove attacca la parte tecnica della via. Anche nella parte alta, inoltre, per evitare l’ultimo tratto del camino Innerkofler è possibile prolungare il traverso verso desta che si compie al terzo tiro, in corrispondenza di un restringimento del camino. Optando per questa soluzione si evita una parte apparentemente un po’ frialbile del camino Innerkofler, ma si esce per un altro camino giallo – ben visibile su qualsiasi foto delle pareti N delle Tre cime, quello che conduce direttamente in vetta – che oppone difficoltà di V grado ed è difficilmente proteggibile.
Ad ogni modo, la combinazione di vie che evita i camini nerastri della parte centrale e punta alla Forcella di Frida con itinerario a zig zag, prima tutto a E poi tutto a W, è oggi noto come Via delle Guide ed è il percorso che noi abbiamo seguito.
Aggiungo soltanto che al termine del lungo traverso sulla cengia di attacco c’è oggi una sosta con golfaro, e il successivo tiro di IV+, che affronta uno strapiombetto atletico, è protetto da uno spit nuovissimo. Per quanto riguarda la parte alta, non banale ma ben protetto il primo tiro, con la fessura che conduce al camino, ben protetto anche il terzo tiro, di V-, con il restringimento del camino Innerkofler. Noi siamo usciti per il camino giallo, a destra della grande macchia bianca che caratterizza il tratto di camino Innerkofler che si aggira sulla destra: abbiamo quindi preferito un mezzo grado in più ma roccia più solida. Devo dire, però, che sul camino giallo il V c’è tutto, è praticamente impossibile proteggersi, c’è un solo chiodo su 10 metri di tratto tecnico e l’uscita in vetta, benché sul IV, presenta roccia rotta e per nulla rassicurante.
La via delle Guide è nel complesso un itinerario di media difficoltà, che si svolge su terreno vario, dalle cenge articolate della prima parte ai diedri di ottima roccia della parte alta. La parte bassa non è comunque da sottovalutare, perché presenta notevoli problemi di orientamento, e perdendo la via si finisce su terreni infidi di rocce friabili. Contribuiscono all’impegno globale dell’ascensione anche il dislivello, da non sottovalutare, e la discesa, che si effettua tutta in doppia: consiglio di spezzare più possibile le calate per evitare incastri e sassaiole… Giunti sulle ghiaie che separano la Cima Piccola dalla Cima Grande, l’ultima sorpresa: una ripida lingua di neve compressa, accumulata dalle valanghe e persistente a causa dello scarso irraggiamento nel fondo del canale, potrebbe dare ancora qualche pensiero, ma un buon chiodo con cordino, infisso nella parete sinistra (scendendo) del canale può aiutare a trarsi d’impaccio.

Con Luigino, che faceva il marinaio non sapendo di essere nato alpinista.

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