Lauzet (Petite Aiguillette du) – Via Davin

Lauzet (Petite Aiguillette du) – Via Davin
La gita
fabiodaloiso
4 28/06/2026
Accesso stradale
ok

L1 ed L2: abbiamo scelto una via facile per superare lo zoccolo iniziale. Poi iniziato il traverso a sinistra ben evidente lungo la cengia, risaliti a destra e poi di nuovo a sinistra (il percorso sulla parte superiore dello zoccolo è abbastanza intuibile).
L3: dopo il traverso a sinistra ci si imbatte in una sosta nuova con catena e anello di calata (su camp to camp è specificato che appartiene alla sosta di parcours santè – numero 12 sulla guida di Briancon). Dalla sosta parte un tiro su muro verticale protetto a spit (6a – parcours santè). Noi siamo andati un po’ a sinistra rispetto al muro e abbiamo salito lo stupendo diedro (1 chiodo lungo il tiro – Voie de l’etoile – 5b molto stretto). Per l’attacco della via Davin è necessario proseguire ancora a sinistra oltre la sosta (un po’ in esposizione) fino ad individuare una sosta su due spit da collegare alla base di un altro diedro. Sono andato in avanscoperta, ho trovato i due spit ma mi sembrava di essere troppo a sinistra e quindi sono tornato indietro e ho salito il diedro della voie de l’etoile.
L4: invece di proseguire a destra sulla parcours santè (4 spit ravvicinati per azzerare il 6c) abbiamo proseguito lungo il camino a sinistra della voie de l’etoile (4b); dopo il camino Giova ha proseguito sulla destra e fatto sosta su spuntone. In uscita dal camino sulla sinistra abbiamo visto uno spit senz’altro appartenente alla via Davin (ancora alla nostra sinistra)
Trasferimento: dallo spuntone sono partito per qualche metro di fessura per sbucare sulla grande cengia dalla quale ho effettuato un lungo traverso a piedi (almeno 45 metri) verso sinistra per andare a prendere finalmente la sosta della via Davin.
L5: sono ripartito seguendo la linea di spit nel camino (roccia patinata) fino a sostare su due spit da collegare.
L6: partito Giova su una placca tendente a destra e poi su dritto fino ad un’altra sosta su spit. Sulla relazione di daniclimb è riportato come L6.
L7: partenza in camino per poi uscire a sinistra su spigolo esposto e meraviglioso per poi rientrare in camino. Sulla relazione di daniclimb è riportato come L7. In uscita dal tiro ho sostato su due spit sulla destra collegati da un cordino bianco-rosso, poco sotto una sosta a chiodi con fettuccia molto vecchia. Dalla sosta si intravedevano diverse linee di salita. La via Davin era sicuramente a sinistra, poi un diedro centrale strapiombante con un cordino marcio rotto; poi un diedro lunghissimo a destra che proseguiva per una settantina di metri. Abbiamo scelto questa terza opzione abbandonando totalmente la Via Davin e prendendo la variante Lambert (9b sulla guida di Briancon)
L8: Sono partito nel diedro camino; qualche difficoltà sul passo in cui il camino incontrava un muro strapiombante, ma proteggibile con fettuccia su masso incastrato. Terminato il camino fatiocoso ho sostato su tre chiodi in buono stato.
L9: altro diedro camino faticoso su roccia a sinistra dubbia e da controllare a ogni passo. Sostato all’interno di un grottino (dove il camino andava a chiudersi) con fettuccia su masso incastrato, chiodo già presente e friend blu 0.3.
L10: Usciti dal grottino in esposizione sulla sinistra per poi riprendere il camino che abbiamo percorso per tutta la sua lunghezza. Usciti a sinistra su grande cengia con sosta a spit da collegare.
L11: Giova ha proseguito nel canalino (prosecuzione del camino salito nel tiro precedente), fino ad affacciarsi sull’altro versante della parete da cui si intravedeva l’arrivo della via ferrata, e ha salito la prima linea di spit dopo il canalino sulla destra; saltata la prima sosta per proseguire direttamente fino alla vetta.

Alcune informazioni utili
Una volta trovato l’attacco della Davin (seguendo le informazioni suddette) non dovrebbe essere difficile perdersi (la via è stata riallestita nel 2025, informazioni da camp to camp). Seguire quindi sempre gli spit, dopo il nostro L7 bisogna reperire la Via Davin a sinistra e non entrare negli angusti, tetri, totalmente sprotetti e meravigliosi diedri camini sulla destra.

Abbiamo scoperto solo sabato sera leggendo camp to camp che l’anno scorso si è deciso di richiodare questo itinerario, a mio avviso privandolo della sua essenza. Motivo per il quale quasi inconsciamente io e Giova abbiamo deciso di sbagliare l’attacco e di seguire la Via Davin soltanto per tre tiri rispetto agli 8 preventivati della via originale, affidando poi all’intuito e alla tenacia la prosecuzione dei tiri fino in vetta. Grazie a Giovanni per il supporto e per non aver ceduto alle coccole degli spit.

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