Lose Nere (Punta) o Pointe des Lauses Noires da Averole

Lose Nere (Punta) o Pointe des Lauses Noires da Averole
La gita
gianni-savoia
3 26/05/2026
Accesso stradale
Strada ok sino al park ma consueto divieto a Vincendieres. Come sempre, si spera nella tradizionale tolleranza verso gli skialper sino a inizio giugno...
Osservazioni
Sentito assestamenti
Neve (parte superiore gita)
Bagnata
Neve (parte inferiore gita)
Primaverile/trasformata
Quota neve m
2100
Equipaggiamento
Scialpinistica

Partito 6.15 dal park del Rifugio Averole con 9/10°. Tutto sommato meglio che dal lato italiano: alle 5 a Susa di gradi ce n’erano 22…
Si mettono gli sci come al solito dove il sentiero si avvicina al canalone, volendo in discesa si potrebbe anche andare un po’ più sotto.
Da dove si mettono, innevamento continuo e corretto. Raggiunto il colle del Baounet, sceso senza problemi su neve ben rigelata. Bellissimo il successivo percorso sul ghiacciaio del Baounet, finchè si inizia a deviare a destra verso il colle.
In questa zona, sorprendentemente, da quota 3.100 in su c’è una condizione di accumulo di neve recente non trasformata. Si iniziano a sentire assestamenti e man mano che si sale lo spessore aumenta. A circa 50 metri dal colle, quota 3.240 circa, dopo un assestamento più forte degli altri ho deciso di fermarmi, visto che l’ultimo tratto ‘drizza’ un po’. Mentre cambiavo assetto ho visto che due skialper saliti ieri avevano fatto dietro-front poco oltre probabilmente per lo stesso motivo. Sceso un centinaio di metri con delicatezza, poi il problema è scomparso, lasciando spazio a una bella sciata sul plateau, nonostante le temperature parecchio alte.
Ripello senza storia su neve portante appena un po’ marcetta, poi discesa abbastanza bella con neve godibile che migliorava via via scendendo.
Rampanti mai usati.
La valutazione è una media delle varie situazioni.

Gita superba in ambiente austero e selvaggio, che l’inconveniente dell’accumulo non è riuscito a guastare. Quando si scende sul Baounet si entra in un mondo a parte, veramente “fuori dalle tracce battute”. Ci ero passato tanti (ma tanti) anni fa in traversata dal Cibrario, ma guadagnarselo ‘da sotto’ vale veramente la pena. Sicuramente toccherà tornare.
Oggi solo in tutta la valle (donde l’ispirazione a non cercarsela troppo…).
Punta d’Arnas pare un poco pelata in punta.

Link copiato