- Accesso stradale
- Posteggio alla partenza della cabinovia del Diavolezza.
La salita non ha un dislivello eccessivo ma abbastanza spostamento, suddiviso nella prima parte di sterrata che si inoltra nel vallone del Fain, poi tratto ripido su buon sentiero per la Fuorcla Pischa (c’è un traverso su canalone friabile ma in condizioni asciutte nessun problema, breve tratto attrezzato). Dopo un lunghissimo altopiano detritico prima di affacciarsi all’ancor più lungo traverso semi-pianeggiante per collegarsi al percorso proveniente da Pontresina.
Qui si riprende a salire un costone di detriti e rocce, molto più agevole di quel che possa sembrare con numerose serpentine, poi un tratto di pietraia ben addomesticata con gradoni di pietra fino al caratteristico rifugio posto sotto la vetta.
Ultimo tratto su roccette, elementari, con due brevi tratti attrezzati con corde fisse ma utili soltanto in caso di neve o terreno umido, altrimenti la salita è semplice e non c’è esposizione.
Ridisceso dallo stesso percorso, e visto che la giornata pareva reggere, sono salito al Muot de la Pischa 3025 m dalla Fuorcla de la Pischa, cima di detriti ma con il pregio di offrire una vista privilegiata sui laghi della zona. E prima di scendere, ancora una breve deviazione passando alla Fuorcla Tschuffer ed al vicino Piz dal Fain 2908 m. Zona molto interessante per la varietà morfologica con le rocce di varie tonalità, oltre che per il bellissimo Lago Lej da la Pischa.
Cima giustamente frequentata, in prevalenza da Pontresina (seggiovia Alp Languard) ma questo versante di salita a mio parere è decisamente più vario ed interessante.