Lagunaz (Spiz di) Diedro Casarotto-Radin

Lagunaz (Spiz di) Diedro Casarotto-Radin
La gita
pagnogio
4 17/06/2012

Che dire, altro salitone da ricordare forever. L’impegno è globale: fisico, tecnico, resistenza ed orientamento. Da affrontare in ottime condizioni personali e con team preparato e con nervi saldi. L’obbligato è dolimiticamente alto, serve un buon allenamento da falesia da portare su una grande parete in uno dei luoghi più selvaggi delle Alpi. La verticalità è impressionante, il Boral angusto, il rientro eterno. Aggiunte di consigli a tutti i commenti precedenti.
– è possibile prendere acqua da stillicidio nella grotta del bivacco alla base della parete. Noi siamo stati successivamente ad un periodo piovoso quindi potevamo tranquillamente fare i litri di acqua per il giorno successivo. Abbiamo cinonostante patito una sete mai provata prima perchè abbiamo beccato il diedro con un sole cocente insopportabile. Siamo riusciti a fare un pò d’acqua da stillicidio anche nella grotta sulla cengia di uscita (zona da bivacco consigliata rispetto alla cima, comoda anche in 3).
– il C4 a mio avviso non serve. raddoppiate il 2 e l’1. Il C3 usato solo una volta sul tetto a zeta del diedro.
– portate il fiffy per fare una sana e bella artif e preparatevi ad usare bene le staffe. Vi faranno risparmiare tanta energia.
– L’attacco della via non è proprio logico ed evidente. bisogna andare al limite del Boral, proprio dove muore la grande cengia, 150 m. oltre il bivacco. Il diedro di accesso è ingolfato di mughi, con questa indicazione è impossibile sbagliare.
– E’ difficile capire sulla rampa obliqua quale sia il punto in cui andare a prendere il diedro. Ci sono due possibilità logiche, prendete quella più alta. si scala sprotetti sul quarto più erboso e svaso per andare a prendere il primo diedro che porta poi alla parete gialla. Da lì in poi è impossibile sbagliare.
– Accesso: una volta beccata la rampa canale che da sx va verso dx è difficile sbagliare, è piena di ometti. solo un punto è sinistro, quando andate a sbattare contro delle placche più o meno a metà percorso, dovete attraversare a sx in piano-discesa per 200 m.
– Rientro: tutto abbastanza chiaro da Ramella. Abbiamo solo sbagliato l’arrivo in vetta alla Torre di lagunaz. Dal canale detritico prendete il caminetto evidente che avete davanti e non state a dx come noi. Per rientrare abbiamo fatto mortali traversi sul marcio. Dalla Torre la prima doppia non è evidente. Tenete esattamente lo spigolo, la sosta 1, 2 e 3 sono proprio lì. Il versante nord del Lucano ha delle placche infide da scalare. Vanno fatte con la luce e senza fretta. Da lì bisogna attraversare verso sinistra tutti i pendi che portano al colle di Gardes. Sotto questo, 10 minuti dopo, c’è una presa d’acqua che vi farà tornare alla vita.
Con queste indicazioni studiate la logistica e i materiali. noi eravamo in 3 e siamo stati molto lenti, abbiamo impiegato 48h totali con 2 bivacchi. Abbiamo apprezzato, anche se caldo, il sacco a pelo, portate sali integratori. Il cell prende all’inizio della cengia di accesso e un pò sulla cengia di uscita. qua e là nel rientro. Un attivo alpinista locale ci ha detto che è difficile che il soccorso faccia recuperi su quella parete, l’elicottero non entra, lo ha fatto una volta rischiando macchina ed operatori.
Buona salita!

Grazie a Andrea il pompiere (abituato a salvare i gatti dagli alberi) e Tommy il designer

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