La salita si svolge in un ambiente brullo e anomalo per chi è abituato alle nostre montagne. In se, il vallone non è bello, ma l’atmosfera è particolare, forse anche solo perché si tratta di una gita molto fuori porta.
Il noceto iniziale è stupendo, da fiaba. Imlil e gli altri paesi che si incontrano offrono la possibilità di vedere quale sia il vero Marocco. Quello lontano dalle grandi città, quello in cui la gente ti guarda tra lo stupito e il diffidente.
La premura delle guide e degli accompagnatori è speciale e le carovane di muli dagli enormi carichi colorati rende tutto diverso da ogni altra gita.
Per quel che mi riguarda, se ci si limita a salire il Toubkal e ridiscendere per lo stesso itinerario, la guida non serve. Noi abbiamo utilizzato soltanto il mulo fino al rifugio per il trasporto degli zaini.
Dal rifugio in poi la salita si fa meno entusiasmante, ma il non vedere la punta se non dall’ultimo colle le conferisce una certa magia.
Nel complesso è una bella gita, se si ha tempo e voglia di fare un’escursione particolare… certo che d’inverno dev’essere uno spettacolo!!
Brava la morosa che non si è lamentata fino in vetta!!