- Accesso stradale
- trenino funzionante
Possente muraglia di ghiaccio e granito che chiude assieme a Les Droites e Les Courtes il bacino di Telefre.
Nei pressi del rifugio Couvercle questo gruppo si presente come una uniforme parete rocciosa rossastra interrotta solo da due coluoir: l’Armand Charlet a destra e il Whymper a sinistra. Abbiamo fatto il primo in salita ed il secondo in discesa.
Il colouir Armand Charlet affianca il celebre colouir Whymper: è più stretto ed in ombra e un poco più ripido. La terminale non ci ha dato problemi (molto aperta quella del Whymper). La goulottina di cui parlano le relazioni si trova a circa 1/3 di canale. L’abbiamo trovata in ghiaccio sotto cui scorreva molta acqua. Siamo rimasti tra il ghiaccio e la roccia (altri hanno salito le rocce rotte sulla destra salendo). Utile avere 2 chiodi da roccia per apprestare un tiro di circa 30m. Buon rigelo nel canale, in alcuni tratti un po’ sfondoso, in altri piuttosto duro e più faticoso. Non abbiamo trovato ghiaccio. Inizialmente il canale è 45, circa 55/60 il tratto della goulottina, poi sempre sopra a 50 fino alla biforcazione). La parte alta del canale si appoggia leggermente ed il ramo laterale sinistro porta al colle alla base della Grand Rocheuse.
Con alcuni saliscendi abbiamo aggirato la base del gendarme (un passaggino su placca) e traversato l’aereo colle Armand Charlet rimanendo abbastanza sul filo (ottima traccia e neve portante). Siamo quindi saliti sul filo roccioso verso la Jardin facendo due tiri da circa 25 metri (tratti di III piuttosto fisici e abbastanza rudi) e poi per breve cresta nevosa siamo arrivati alla pianeggiante cima della Jardin (4035m, circa 1 ora).
Tornati ai gendarmi abbiamo fatto una calata di 30 metri tra rocce e neve (forse questa la vera via di salita) per poi tornare al colle e aggirato il gendarme alla base della Rocheuse che si sale per neve (45°) fino alla calotta sommitale (circa 1 ora per tornare + 20 minuti per la cima). Pochi metri sotto la cima, verso la Verte si trova l’ancoraggio per la doppia verticale (50 metri) che porta alla base del castello roccioso e per facili tracce al colle a cui termina il colouir Whymper. Da qui alla cima pe siamo saliti per la facile e ben tracciata cresta nevosa fino all’ampia cima della Verte (circa 20 min).
Partiti dal rifugio Couvercle alle 00.45 siamo arrivati in cima al colouir alle 6:10 del mattino precedendo due cordate di francesi (una sola ci ha seguiti fino al Jardin) ed una di norvegesi (che si sono discesi il colouir in doppia…..). Dal colle alla cima della Jardin ci vuole circa 1 ora ad andare ed altrettanto a tornare. Una ventina di minuti per salire la Rocheuse e poi il tempo di attrezzare una doppia da 60 metri per arrivare al colle soprastante il colouir Whymper. Da li alla cima della Verte circa 15-20 minuti. Siamo giunti sulla vetta della Verte alle 9:55 percorrendo tutto il tragitto in circa 9 ore.
Necessarie due picozze, 2 corde da 60 metri (la seconda corda me la sono portata a spasso fino alla Rocheuse…), 2-3 chiodi da roccia, un paio di camalots medi e scarponi molto comodi.
La parte più faticosa è stata la lunghissima discesa del colouir Whymper. Le prime 5 doppie sono state rapide e veloci su buona neve dura e ancoraggi evidenti. Poi traversando verso il colouir laterale la neve è diventata molto molle (abbiamo sfondato fino all’inguine), le doppie più corte e infine le corde bagnate ci hanno fatto impazzire: come stregate, si attorcigliavano ogni volta che le lanciavamo, pur passandole e sbrogliandole prima di ogni lancio.
Molte scariche di sassi nel coloir principale. Ad un certo punto dei giganteschi massi sono precipitati da sotto la cima della Verte con tale forza che alcune grosse pietre hanno superato di rimbalzo il costolone divisorio entrando nel colouir dove stavamo scendendo….
Abbiamo impiegato circa 5 ore per scendere tutto il colouir e un’ora e mezza per scendere al Couvercle.
Da qui una lunga discesa fino a Chamonix dove siamo arrivati alle 23.
Cielo sereno, caldo. Nel pomeriggio velature alte.
Rigelo modesto sul ghiacciaio, buono nel colouir (a tratti duro). Innevamento della cresta ottimo e roccia pulita.
Condizioni del Whymper: buon in alto, colouir accessorio mediocre/pessimo, terminale molto aperta ed estremamente problematica. Nella parte bassa neve sfondosa. Numerosi crolli di pietre e molte slavine nel colouir principale. Finite le doppie abbiamo osservato uno svalangamento importante dal colouir Armand Charlet.
Con noi sono saliti dallo Charlet altre 3 cordate (i norvegesi se lo sono anche scesi….) mentre 3 cordate hanno fatto la Arete du Jardin (buone condizioni) e 2 cordate il Whymper.
Bella salita in ambiente selvaggio. La Jardin è molto bella, irta di gendarmi rocciosi e passaggi affilati. Finalmente ho salito la Verte, una montagna bella e impegnativa. Ambiente grandioso tra grandi ghiacciai e irte punte granitiche.
Sono molto contento e ringrazio Mauro Mairati
E con questo trittico sono 64, 65 e 66.