- Accesso stradale
- Con la navetta gratuita (partenza da Verres) a La Veulla
Percorsa la “variante ridotta” che poi tanto ridotta non è.
Da La Veulla salito al Lac Gelè con il sentiero 6, quello al servizio delle miniere che è veramente un capolavoro. Dopo 2 eterni km sulla sterrata fino in località Magazzino, inizia il vero sentiero, prima nel rado bosco, poi su terreno erboso e infine su pietraia, dove si possono ammirare i tratti lastricati e squadrati e sorretti da muretti a secco, i muraglioni, il piazzale e l’ingresso alla miniera.
Al lago su masso vi sono le targhe segnavia: seguire il 6A per il Colle di Raye Chevrere. Il sentiero, un po’ incerto, con i suoi alti-bassi attraversa la fascia di massi e detriti e arriva sotto la rampa erbosa che porta al colle. Dal colle una traccia e alcuni ometti individuano la partenza che sale al M. Iverta, traccia che si perde e si ritrova, ma la salita non è mai difficile o pericolosa, basta cercare i percorsi più agevoli, il riferimento è la riga di paline del Parco (alla sinistra salendo).
Dalla larga vetta si scende al Lac d’Heures; anche qui si vede partire il sentiero ma poi lo si perde nei tratti di fine detrito; scendere allora “alla meno peggio”, terreno un po’ scivoloso ma mai pericoloso. Arrivati al pianoro cercare assolutamente il sentiero 6 per ridiscendere al Lac Gelè, non consiglio la discesa del ripido pendio e il tratto lungo il lago su percorso improvvisato. Dal lago si ritorna a la Veulla sul sentiero dell’andata.
Escursione davvero superlativa, peccato per il meteo: previsto coperto al mattino poi rasserenamento, ma in realtà sempre nuvolosità bassa e vagante, con panorami compromessi.
Naturalmente tutto sereno all’arrivo a La Veulla.