- Accesso stradale
- si lasciano le auto al parcheggio a 2700 m.c.
- Quota neve m
- 1800
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Probabilmete il Monte Ivertaz non è mai stato calcato da una “folla” così rilevante. Oggi il nostro gruppetto si era dilatato a 20. Tutti hanno raggiunto la cima e avuto il piacere di ripellare 3 volte (questo porta a 1550 i metri di dsl effettivi), a parte un gruppetto di 5 che hanno ripellato una quarta per l’invitante pendio del Bel Plà (150 m in più di dsl). Partiti dal parcheggio 1700 con una folla di skialp e ciaspolisti, ben presto ci troviamo soli (soli è un eufemismo perchè eravamo in 20) a catapultarci sui vergini terreni oltre il Col de Lac Blanc sino al lago Cornuto, con farina leggermente croccante. Da lì saliamo nel vallone-canale che bordeggia le pareti rossastre del Mount Ours (pregherei di correggere la relazione che parla di Mont Tors, erronea nella toponomastica). Nella prima parte c’è un gran caldo, più sopra la temperatura è mitigata da una lieve brezza. Ci si porta al bivio Bel Plà – Ivertaz, dove alcuni risalgono il bel pendio-canale sulla destra che poi discenderanno per ritornare sull’it. principale. Il resto del gruppo volge a destra sin sotto la “Moby Dick” sommità, la forma di balena bianca è evidente, of course. Bella battitura di PaolinoZ del pendio terminale. Chi prima chi dopo tutti giungono in cima. Aria frescolina, panorama sublime.
La discesa è piuttosto varia, con neve di un po’ tutti i generi: semi-trasformata, semi-polvere, semi-crostacea, occhio_alle_pietre_in_alcuni_tratti e soprattutto con una risalita di 150 m c., che non pesa assolutamente visto che gli occhi si riempiono di Cervino, di MonteRosa e molto altro, con le calde luci del pomeriggio. In generale si può parlare di una gita complessa in ambiente “canadese” con neve abbondante a nord ma più scarsa sugli altri versanti (continuità da 1900 m), rispetto ad altre zone delle occidentali, soprattutto nei primi 20′ e in alcuni tratti del vallone-canale. Da iper-consigliare se butterà un po’ di neve. Sostanzialmente sicura se non per un breve tratto in discesa a 2500 m c. dove siam scesi uno alla volta in un ripido ma non lungo canale-pendio laterale.
I ringraziamenti sarebbero pittosto numerosi, visto il numero di componenti di questa gita, per cui rimando al ricordo sicuramente indelebilebile, mio e dei miei compagni, per questa gita dal sapore particolare, che è anche un piccolo viaggio nel cuore delle Alpi, di quelle Alpi che forse sono meno famose ma che riservano bellezze e panorami assolutamente di primo piano.