Incianao (Punta) da Argentera

Incianao (Punta) da Argentera
La gita
gondolin
4 16/11/2019
Accesso stradale
in auto sino ad Argentera - colle della Maddalena Chiuso

Oggi siamo partiti da Torino alla ricerca di neve abbondante, ed è ciò che abbiamo avuto: se ce ne fosse stata una quindicina di centimetri in meno sarebbe stato meglio per la godibilità della sciata, ma con cotanta grazia ricevuta da Giove Pluvio non bisogna sottilizzare nè tantomeno lamentarsi.Partenza da Argentera sotto il sole splendente in un paesaggio bianco da favola. Troviamo la traccia già battuta e perciò attacchiamo la salita di buona lena. Giunti intorno a quota 2100 m la traccia si biforca: a sinistra in direzione Incianao la traccia sembra sia stata usata per la discesa e solo eventualmente per la salita, perciò prendiamo la traccia di destra. Dopo circa 200 m di dislivello, subito al di fuori di una radura, ci rendiamo conto che non è più possibile che la traccia rientri verso l’Incianao, pertanto riscendiamo di circa 100 m di quota senza togliere le pelli, con l’obbiettivo di ricongiuncerci con il normale itinerario di salita verso l’Incianao. Ad un certo punto incontriamo i ragazzi che avevano battuto la traccia e che stavano ripellando, i quali ci confermavano che erano saliti verso l’Incianao con la traccia di sinistra, ma fuori dal bosco la neve era troppo soffice ed abbondante, e ritenevano faticoso e pericoloso andare oltre, e perciò avevano ripiegato su questo itinerario, raggiungendo un colletto innominato sulla cresta tra l’Incianao e la Cima delle Lose. Data la quantità di neve abbondante e polverosa, unitamente alle basse temperature, abbiamo aderito alla valutazione dei volenterosi battitori di traccia (che ringraziamo) ed abbiamo raggiunto anche noi la medesima meta da loro scelta, di pochi metri inferiore ai 2400 m di quota.
Cambio di assetto veloce a temperature polari e poi discesa su radure e boschi radi per circa 300 m in oltre 70 cm di polvere spettacolare: curve filanti sulla massima pendenza e velocità un pò sostenuta sono indispensabili per non piantarsi nella neve abbondante. Poi il bosco si infittisce, gli spazi intonsi sono rari, la neve sempre abbondante diventa più pesante e mano a mano che si scende la sciata perde naturalezza e bellezza, ma nel complesso non ci si può proprio lamentare.

In compagnia del socio Andrea, in una valle che non delude mai i nostri appetiti sci alpinistici.
Dopo la gita alla Racletterie La Meridiana di Sambuco degustiamo un pranzo squisito: dividiamo antipasti misti e cruset, da buoni pauperes commilitones alpis et crapulae, come i pauperes commilitones Christi templique Salomonis dividevano all’occorrenza il destriero, poi due generose porzioni di delizioso agnello sambucano, torta alle nocciole, accompagnati dalle usuali appropriate libagioni.
Oggi è stato il nostro concilio di Troyes: non siamo certamente nobili cavalieri templari, ma solo umili confratelli dell’alpe e della crapula…

Link copiato