Homme (Tete de l’), Tete de la Frema, Monte Sautron da Chiappera, giro per il Refuge de Chambeyron (2 gg)

Homme (Tete de l’), Tete de la Frema, Monte Sautron da Chiappera, giro per il Refuge de Chambeyron (2 gg)
La gita
sisarsalad
4 11/04/2026
Accesso stradale
ok
Osservazioni
Visto valanghe a pera esistenti
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo portante
Neve (parte inferiore gita)
Bagnata
Quota neve (m)
1800
Traccia GPX

Partiti alle 8 dal campo base, si calzano gli sci quasi subito per poi ritoglierli e portarli sullo zaino fino a quota circa 1850m, da dove l’innevamento e’ continuo. L’ascesa nel vallone dell’infernetto non smentisce il suo nome, e il notevole caldo si fa gia’ sentire al primo mattino.. Ripiegando sul canalino di accesso all’omonimo colle, tornano invece utili i rampant per neve dura al punto da togliere gli sci nel tratto piu’ ripido, vista la sua esposizione all’ombra che non ha ammesso l’ammorbidirsi della neve. Dal colle si traversa poi (da eseguire velocemente, gran caldo e esposizione a est/sud) fino al colle finestra e infine si ripiega verso nord puntando al colle Gipiera. Da qui dopo una breve sosta siamo saliti alla tete de la frema , e riscesi con gli sci fin poco sopra il colle a quota circa 3050. Da qui con lungo traverso ci siamo portati sotto al pendio della brec de l’homme. Gran caldo, la neve comincia a sfondare, l’idea di togliere gli sci e affondare fino alla vita non ci entusiasma e allora andiamo su fin che possiamo alle roccette, dove mettiamo i ramponi e cominciamo a salire a piedi dove la neve non c’e piu’. Di fronte a un passaggio un po esposto ci fermiamo, Andrea passa.. con la stessa leggerezza e facilita’ con cui si passa per il corridoio di casa, a noi non resta che guardare..
ho giusto il tempo di mangiarmi un uovo (mi accorgo che sono le 16 passate e non ho ancora messo niente sotto i denti), un panorama stupendo ci si presta davanti, guardo a destra o a sinistra? nel dubbio alterno e passo dalla brec e i suoi canali nord e poi in lontanzanza il couloir “en banane” del pic de la fonte sancte. sembra en condition.
Scendiamo su neve pesante e bagnata ma ancora sciabile passando sotto l’aiguille de Chambeyron, per poi giungere il rifugio. Ci aspettano Paolo e gli altri ragazzi del corso, che dal colle Gipiera sono venuti direttamente qui. La stufa e’ gia’ accesa, si sta bene, c’e’ un bel clima.. Chri tira fuori il 12 mesi (che risveglia Gio bretella dal sonno) e una bottiglia di vino rosso – portata su da un ragazzo 😉 – che ci gustiamo per cena davanti al fuoco.
Alle 7 del mattino siamo con gli sci ai piedi: nuvole e grigiume ci accompagneranno tutta la giornata, ma fa un po’ piu’ fresco e la visibilita’ e’ ancora ottima. Con diverse discese e vari ripelli Andrea e Paolo ci portano ai diversi colli descritti e infine al colle della Portiola, navigando in queste valli come si confa’ a chi vien dal mare..
Quest’ultimo colle non solo e’ al confine tra Italia e Francia ma anche tra il bello e il brutto tempo: da qui infatti stanno salendo le nubi portate da est, ma riusciamo a salire fino in vetta al Sautron, sul mare di nebbia svetta in lontananza il Monviso, stupendo!
una breve pausa, comincia poi la discesa in visibilita’ quasi nulla fino a saretto, ci arrangiamo come possiamo telefono alla mano e stando attenti a non perdere le giuste svolte su nevi che si alternano. Man mano che scendiamo la visibilita’ migliora, fino a entrare al limite del bosco dove riprendiamo la stradina che porta alla diga del lago. Che giro! bravi tutti..
Stanchi ma felici, ci concediamo un meritato ristoro al birrificio di Frere.

Una bellissima idea di Paolo Romano, realizzata in occasione della terzultima uscita del 56esimo corso sa2 della sezione Ligure, in data 11-12/4/2026.

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