- Accesso stradale
- Diga 4€ 24h
Gitone. Primo giorno avvicinamento su splendido sentiero fino al rifugio Aosta in 3h scarse a passo sostenuto. La vera lunghezza del sentiero la scopri il giorno dopo in discesa, lì sembra non finire mai.
Il giorno dopo partiti alle 3 dal rifugio, dopo un ora e mezza eravamo all’attacco del canale detritico. Ghiacciaio in buone condizioni, si passa qualche ponte, ma era ben rigelato (nonostante lo zero alto). Ore 4.30 Canale di accesso alla cresta davvero pericoloso, eravamo 6 cordate e ci siamo tirati addosso di tutto e un masso enorme tra poco spacca la gamba ad uno dei soci (la corda invece ce l’ha fatta fuori). Cresta facile e in piena esposizione. Parte alta con leggero verglass. Ore 8 vetta e panorama meraviglioso. La vera difficoltà della via sta nel disarrampicare la cresta, infatti a sto punto il grado AD sta veramente stretto a mio parere. Bisogna essere confidente nel disarrampicare II e III grado in perenne esposizione e non sempre proteggibile. La parte alta delle placche presenta dei fittoni a U che permettono delle calate, ma la parte bassa della cresta va disarrampicata. Ci sarebbero anche delle calate che ti portano con le chiappe sul ghiacciaio, ma sconsigliate dal rifugista per via dell’abbassamento della neve (non si toccherebbe terra). La discesa ci ha impiegato quasi lo stesso tempo della salita perdendo anche molto tempo in coda con altre 3 cordate. Ore 13.30 rifugio.
Che dire, un vero viaggio alpinistico nel cuore di una valle lontana dalle code supermarket della valle d’Aosta. Una gita assolutamente da non sottovalutare e com numerosi pericoli oggettivi.
La cosa più bella è che in vetta abbiamo ammirato la montagna che andremo a salire due giorni dopo, sua maestà il Cervino.
Grazie ovviamente a sta banda matta dei Marcaioli, oggi x4 (quasi x3 dato il masso che si è preso Matte.
Spendo qualche parola per il rifugio Aosta:
Il rifugio è una chicca, uno di quei posti autentici che conservano ancora il fascino della montagna e gestiti da una persona, Diego, che è un rifugista con la R maiuscola. Riempiti di cibo, accolti col sorriso e genepy, consigli utili per la gita.. Rifugisti della valle d’Aosta imparate da gente così, che se no gli alpinisti staranno sempre di più alla larga da voi e vi riempirete di turisti della montagna (ma magari è quello che volete..)
Alè Marcaioli!