Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten

Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten
La gita
pepclimb
4 10/07/2021

Avvicinamento in mountain bike fino a dove lo ha permesso lo sterrato. L’indomani partenza ore 3.15 dal rifugio Aosta, arrivati in cima, come da piano, alle ore 9.00 (alcune soste per fare con calma delle foto e bere un pò dell’ottimo tè che ci ha preparato Diego; protetto inoltre il più possibile la scalata nei tratti esposti, volendo si può fare più veloce….) meteo buona, ma freddo e forte vento in cima. Ghiacciaio in buone condizioni che risaliamo tenendoci sulla sinistra: superati i primi 2 grossi buchi, a cui si passa in mezzo dopo il tratto ripido, resta da scavalcare una crepa di circa 1 metro, in prossimità dal gendarme rosso da dove parte l’attacco della Tiefenmatten (al rientro la eviteremo trovandoci più a sx)
Purtroppo nei giorni precedenti ha nevicato e ci tocca fare tutta la cresta con i ramponi. A parte la neve direi nessun problema, scalata divertente con superamento dei vari gendarmi sul versante svizzero (arrampicata sempre con buoni appoggi e appigli, ma esposta, alcune protezioni veloci non guastano). Nevaio finale in buone condizioni, mentre c’è neve sul tratto finale sino alla cima.
Proteggiamo la scalata con alcune fettucce su spuntoni e alcuni friends (3 Bd 0,7-1-2).
In discesa usiamo le doppie attrezzate : 7 doppie che iniziano da un terrazzino sulla sinistra, all’inizio della cresta, sono tutte lineari, unico problema è trovarle perchè la neve ne ha nascoste alcune; a parte la seconda che si trova dopo un salto di circa 10 m, sono tutte di 30 metri.
Dall’ultima calata con cui si arriva comodamente oltre la terminale, siamo rientrati su neve molle fino alla traccia seguita al mattino.
Dal rifugio il rientro è abbastanza lungo e fa comodo poter sfruttare nel tratto finale la bici.
Giusto il tempo di caricare il materiale in macchina che scoppia un temporale.
Gita molto divertente, accompagnata da una buona cena al rifugio.

Christian e Pietro.

Oltre l’elevato impegno complessivo, l’aspetto più critico dell’ascensione riguarda la discesa dal nevaio finale (quello che si vede in tutte le foto della parete nord ovest) questo tratto, di circa 40 gradi, non presenta particolari problemi se in buone condizioni, ma diventa molto rischioso se si presenta completamente ghiacciato, cosa non rara come indicato in diverse relazioni.

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