Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten

Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten
La gita
fusk
25/08/2019

…Eterna…Selvaggia…Bellissima…
Gli aggettivi che vengono in mente pensando a questa “gita”.
Dalla diga servono 4 ore se non si corre per arrivare all’Aosta, per chi ha una mtb “da abbandono” (noi no) pedalare fin dopo il rifugio Prarayer è un’ottima idea. Da lì in poi si sale pian piano fino al bel rifugio Aosta (Gestori simpatici e cordiali).
Il giorno dell’ascesa la sveglia è alle 2.15, la colazione viene servita dalle 2.30 e in genere le cordate partono dalle 3 alle 3.30.
Si arriva in breve alle prime lingue di neve ed al ghiacciaio vero e proprio che attualmente non è in buono stato, la terminale si passa in un solo punto sul un ponte per il momento stabile ma bisogna vedere quanto durerà…. Si incontra successivamente un bel muro sui 45° di ghiaccio nero, qua in discesa potrebbero essere utili un paio di chiodi da ghiaccio per proteggersi visto che una scivolata sopra la terminale non sarebbe simpatica. Parte superiore abbastanza crepacciata ma ancora con buoni ponti. Canale attrezzato che porta al colle Tiefenmatten ben ricoscibile e da salire “di braccia” (occhio in salita alle scariche di chi sta sopra e in caso di doppie in discesa a chi sta sotto…)
Cresta divertente e mai difficile se pulita come l’abbiamo trovata noi, secondo, qualche passo di terzo, più ci si allontana dal filo più peggiora la roccia… Pendio nevoso successivo a tratti ripido e con alcuni buchi da evitare (conviene evitarli spostandosi verso il centro del pendio per poi tornare verso le rocce della cresta più in alto), cresta finale di misto con alcuni tondini per l’assicurazione ed eventualmente possibilità di doppie in discesa (noi abbiamo disarrampicato perchè abbiamo trovato poco ghiaccio sulle placche che precedono la crestina finale), breve crestina finale innevata ma semplice.
Non sottovalutare la discesa, si accelerano ovviamente le operazioni su neve ma si rallentano quelle su roccia, tutta da disarrampicare (eventuamente si può fare qualche doppia nei tratti più duri).
Contare secondo me, salvo essere molto veloci, da 9 a 12 ore rifugio/rifugio in base alle condizioni, se non si è in cima in +/- 6 ore secondo me meglio fare dietro frunt o si va troppo lunghi…

Una salita lunghissima ma che regala emozioni forti ed una grandissima soddisfazione ed un colpo d’occhio da brivido sul Cervino che appare all’improvviso in tutta la sua eleganza, partendo da lontano si vede cambiare il paesaggio pian piano (gli impianti sono comodissimi ma tolgono questo sapore…), il rifugio è molto bello, la salita è un AD ma sempre sul pezzo, con difficoltà continue e psicologicamente impegnativa tra crepacci, canale, cresta esposta, pendii nevosi ripidi e misto finale.
Molto meno gettonata di altri 4000 ma a torto. Consigliatissima, magari più ad inizio stagione quando il ghiacciaio è più “gentile”…
Con Matteo.

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