Grande gita con itinerario in condizioni perfette. Lungo diga in mtb e salita al rifugio dal notevole sviluppo. La segnaletica indica il nuovo sentiero perchè il vecchio attrezzato è ritenuto pericoloso. Secondo me conviene il vecchio, piu’ veloce e diretto e meno faticoso.
Dal rifugio ripida morena con sentiero evidente anche al buio fino al ghiacciaio. Seguite le tracce dei giorni precedenti su neve dura, ben rigelata facendo attenzione a qualche buco.
Catene nel canale salite ancora al buio, un po’ faticose in un paio di punti ma veloci. Prima parte di cresta molto facile e poco esposta salita ancora con la frontale.
Da metà in poi la cresta è più affilata ed esposta ma mai difficile. Un paio di punti un po’ sporchi di neve dura per superare sul lato sinistro i due gendarmi finali hanno richiesto qualche attenzione. Siamo saliti senza ramponi fino alla fine delle rocce in conserva protetta.
Pendio superiore ottimo, neve dura con traccia e buone peste fino ai fittoni delle placche finali. Placche completamente ricoperte dalla neve con molti fittoni sepolti. Cresta finale in buone condizioni, non banale e decisamente esposta. Cautela in discesa. Abbiamo rifatto tutta la cresta. Le doppie attrezzate alla fine del pendio nevoso (pericolose in presenza di più cordate) non fanno risparmare poi cosi’ tanto. Se le cresta è buona conviene ridiscenderla. Le catene del canale si possono disarrampicare o meno faticosamente fare un paio di veloci doppiette. Lungo rientro al rifugio e poi prepararsi psicologicamente al rientro alla diga.
Gita lunga, dove le condizioni sono determinanti. Ci vuole poco per andare lunghi.
Tutte le cordate (una decina) dall’Aosta per questo itinerario, nessuna dalla normale che ad occhio non mi sembra nè facile nè troppo sicura.
Una cordata salita dalla Svizzera dal bel pendio NordOvest in ottime condizioni.
Buona accoglienza al rifugio e meteo meraviglioso.
Con roby.