Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten

Herens (Dent d’) Cresta Tiefenmatten
La gita
lupo-solitario
5 17/08/2014

…e anche il conto con la Dent D’Herens è chiuso!! Respinto dal maltempo ormai 4 anni fa quando muovevo i miei primi passi sui monti, oggi finalmente l’ho fatta mia. Condizioni quasi invernali e temperature decisamente sotto la media sono stati gli elementi principali che hanno caratterizzato questa salita. L’innevamento è ancora abbondante, sia sul ghiacciaio che sulla montagna.
Partiti alle 3,30 dal rifugio Aosta dopo circa mezz’ora abbiamo attaccato il ghiacciaio trovandolo fin da subito molto innevato ma con neve portante. I buchi più grossi si vedono ma tutto il resto è chiuso e invisibile o per lo meno intuibile. Buona progressione su neve portante. Arrivati al tratto attrezzato che conduce al colle, lo abbiamo trovato sepolto dalla neve nella sua prima parte, con alcune parti di catena seminascoste; il resto è tutto asciutto a parte gli ultimi 3/4m in uscita. Avevamo una sola cordata davanti a noi che in effetti qualche pietra l’ha tirata giù ma una volta affrontata da noi ci siamo resi conto che basta un po’ di delicatezza e tutta sta fermo….
Cresta trovata innevata e che quindi ci ha costretti a percorrerla interamente ramponi ai piedi. In queste condizioni le difficoltà cambiano e si deve procedere con un po’ di cautela. Neve portante ma che ha coperto un po’ gli appigli e nascosto qualche insidia qua e là. Pendio che conduce verso la vetta ben innevato con alternanza di neve fresca crostosa/farinosa e neve dura, ma mai ghiaccio. Crestina finale decisamente delicata dove è assolutamente vietato sbagliare. Non è mancata qualche scena tragicomica da parte di altre cordate.
Decisa la discesa dalla via normale, percorsa in salita da quattro alpinisti e che si è rivelata in condizioni più che buone. Tutta in neve dura, no ghiaccio e terminale ben chiusa. Oggi, tutti hanno optato per questa soluzione. Rientro sul ghiacciaio intorno alle 10 con neve ancora portante.
Con queste condizioni, a parte il discorso innevamento in cresta che può intimorire o meno a seconda delle capacità, la salita è decisamente in ottime condizioni.

Un plauso al socio Stefano che ancora poco avvezzo a questi itinerari, ha dimostrato di cavarsela molto bene.

p.s. Ho constatato che è stato realizzato un nuovo sentiero per raggiungere il rifugio Aosta, il quale una volta giunti nei pressi di quello vecchio che passa sotto la seraccata della ghiacciaio, fa risalire la morena posta alla sinistra orografica del vallone evitando quindi il passaggio sotto i seracchi in costante distacco. Lo stesso è segnalato con palina e segnavia, e porta un tempo di percorrenza di 40 minuti

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