Haute de Mary (Pointe) anticima Est da Maljasset

Haute de Mary (Pointe) anticima Est da Maljasset
La gita
max64
4 17/04/2026
Accesso stradale
La statale del colle della Maddalena è interessata per parecchi mesi da lavori nel tratto poco prima del bivio per Barcellonette. Si transita (sempre in senso unico alternato) dal lunedi al venerdì: prima delle 8, oppure dalle 12.30 alle 13.30, oppure dalle 15 alle 15.15, oppure dopo le 17.30. Sabato domenica e festivi non ci sono orari di chiusura.
Osservazioni
Visto valanghe a pera esistenti
Neve (parte superiore gita)
Primaverile/trasformata
Neve (parte inferiore gita)
Bagnata
Quota neve (m)
2000

L’idea iniziale era il couloir Banana, ma l’innevamento a sud ormai è scarso, e non avendo voglia di farsi 400mt sci in spalla, abbiamo cambiato itinerario. Dopo aver dormito al rifugio di Maljasset, ci siamo spostati in auto fino a poco dopo la grande chiesa (ampio parcheggio), attraversato il torrente sul ponte, 5 minuti e sci ai piedi, seguendo la strada ancora ben innevata che si inoltra nel vallone de Mary.
Ottimo rigelo al mattino (partenza ore 8), neve dura fino ai laghi di Rjoure, tratto lungo come sviluppo ma con pendenze moderate. Visto che il canalino iniziale era ancora in ombra, abbiamo prima risalito un bel pendio ripido a sin (E) e poi bella discesa su neve cotta a puntino. Sci in spalla e calzati i ramponi ci siamo diretti verso la Pointe Haute de Mary. Il canale che porta in cresta (S) era già in pieno sole e la neve sembrava sfondosa, quindi abbiamo risalito il ripido versante stando più a dex, attraversando tratti rocciosi delicati. Siamo sbucati in cresta non potendo rientrare nel canale prima, e con una traversata esposta e panoramica abbiamo infilato un canalino piuttosto ripido e che fortunatamente confluisce più in basso nel canale principale. Bella sciata sostenuta fino nella conca, in ambiente severo e selvaggio. Dai laghi in giù scivolata dolce su neve cotta, con qualche breve gava e buta e un po’ di acrobazie tra pietre, boschi e ruscelli nella parte bassa. Comunque siamo arrivati a 5 min dall’auto sci ai piedi.

Vallone molto selvaggio, rifugio un po’ spartano ma accogliente, ambiente in alto spettacolare, dominato dall’Aiguille Pierre André e dall’Aiguille de Chambeyron. Gita lunga come sviluppo, piuttosto impegnativa la parte alta. Era l’ultimo giorni di apertura del rifugio. Con Gino e Valter.

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