- Accesso stradale
- Consigliato park a pagamento a Fiesch di fronte agli impianti.
- Osservazioni
- Sentito assestamenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve (m)
- 2100
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Preso impianti da Fiesh sino a Eggishorn, sapendo che il tunnel sarebbe stato “chiuso” o difficile da reperire il suo ingresso. Scesi per un canale di 45′ (preferibile il pendio più dolce appena subito dopo l’uscita della funivia): abbiamo sciato in direzione del versante dove c’è il lago Marjalen Stausee e attaccato l’immenso Aletchgletcher ed, in ambienti himalayani, abbiamo guadagnato il Konkordiahutte.
Il giorno dopo incediamo sugli ampissimi ghiacciai, in buone condizioni e richiedenti importanti spostamenti, sino ad arrivare a circa quota 2700 (deposito sci – cambio assetto picca e ramponi), reperiamo il pendio canale di 45 gradi che obliquamente a sinistra saliamo arrivando al Fieschersattel 3923m. Dal colle decidiamo di salire subito il Gross (a sinistra dal colle), aggirando a destra il primo gendarme roccioso per tracce sul ghiacciaio, poi poco dopo ci portiamo sulla cresta tramite un passaggio di una decina di metri di III grado (cordino in loco per proteggersi), per poi proseguire su facili tratti di misto e roccia sino alla vetta.
In discesa, sopra il passaggio di III abbiamo trovato dei cordini di calata, e ci siamo calati con una doppia di una ventina di metri sul ghiacciaio.
Poi tornati al colle, abbiamo salito agevolmente l’Hinter per traccia su ghiacciaio ed elementari passaggi di roccia in alto.
Tornati al colle abbiamo fatto due calate da 30 metri (cordini di calata in loco) per tornare al deposito sci. Sciato in discesa l’Aletchgletcher, sentendo qualche assestamento, sino a quota 2260, per fare, sfatti 🤣😅,un ripello di circa 500 metri per tornare a reperire gli impianti, e per la precisione la seggiovia Talegga, per poi sciare per le piste sino a Fiescheralp, e ridiscendere a Fiesch con gli ovetti.
Gita di consistente dislivello che richiede impegno fisico, tempo e volontà. Qui gli ambienti sono sconfinati: una vera perla delle Alpi.
Grande soddisfazione per me e Matteo aver salito questi due grandi 4000 dell’ Oberland Bernese.