Con partenza da Alagna piuttosto precoce (scelta consigliata a causa delle temperature di questi giorni e della scarsità dell’innevamento) abbiamo proceduto subito sulla destra dopo il rifugio Barba Ferrero. Consiglio di prendere un costone erboso (il secondo sulla destra) su cui si intuisce una traccia piuttosto che tentare una risalita più diretta verso le pareti a monte, poiché nel caso in cui si proceda in quella direzione ci si caccia inutilmente in una pietraia. Abbiamo in ogni caso provveduto a segnalare il percorso (poco battuto) con qualche ometto improvvisato. Si procede in seguito attraverso i detriti lasciati indietro dal ritiro del ghiacciaio puntando a due nevaietti (residui del ghiacciao di flua) che (a causa della scarsità dell’innevamento) abbiamo superato su un costolone di roccia tra i due.
Abbiamo attaccato la cresta piuttosto in alto (3250 c.a.) dopo aver superato facili passaggi in arrampicata. La cresta in sè è molto varia e divertente. Il passaggio più “tecnico” si ha sul “muro rosso”, ma in realtà sono altri i punti in cui prestare attenzione, soprattutto a causa pietre mobili. Si può fare tutta tranquillamente slegati, ma non è mai un male portarsi dietro la corda (come abbiamo fatto noi).
Il rientro è prima sulla cresta (ormai per la gran parte di ghiaccio vivo) fino al colle delle Locce. Da quest’ultimo si procede su sfasciume (qualche ometto qui e là, e segni di ramponi) in una discesa ripida. Si giunge su un nevaio piuttosto ripido e poi si attraverso un’altro passaggio su detriti si arriva ad un altro nevaio, da ridiscendere puntando a destra. un piccolo passaggio su rocce e infine discesa su ghiacciaio. Ghiaccio vivo e crepacci molto evidenti. Il ghiacciaio si è ritirato molto ed è stato necessario girovagare un po’ per trovare i passaggi tra costoni di roccia. Si faccia attenzione a rimanere sulla destra, puntando ad un muraglione di roccia, piuttosto che direttamente alla morena, dal quale si giunge direttamente e su sentiero a quest’ultima.
Davvero divertente. Sono rimasto sconvolto dal ritiro del ghiacciaio dal 2009 (la mia ultima visita alla Grober) a oggi. Grazie a papà per avermi accompagnato su una delle “classiche” a lui più care.