Dopo averla ammirata tante volte da altre montagne e località, questa volta (con soddisfazione e anche emozione) abbiamo raggiunto la vetta di questa bellissima montagna. Giosuè Carducci l’ha definita “l’ardua Grivola bella” e mi piace citare questo verso perchè lo ritengo sicuramente appropriato per questa bellissima montagna. Itinerario lungo e impegnativo e anche poco frequentato (oggi con la bella giornata estiva festiva siamo stati gli unici e quindi è stata “tutta per noi”), consigliata per alpinisti allenati e motivati, ai veri appassionati della montagna. Il percorso sul versante sud-est, dopo l’attraversamento del ghiacciaio del Trajo, non è difficile dal punto di vista tecnico, ma richiede una continua attenzione e concentrazione nella ricerca del percorso da seguire e per le scariche (fortunatamente in questo caso è poco frequentata). Attualmente è in condizioni ottimali, visto che la neve delle recenti nevicate estive si è sciolta. Delicato l’attraversamento del ghiacciaio del Trajo, soprattutto al ritorno nel pieno del pomeriggio. Nel tratto centrale pianeggiante, non si vede l’ora di uscire, perchè il timore di “finire dentro” è palese, e quindi va attraversato con la dovuta prudenza e cautela. Un pò difficile -nel buio della notte, visto che la partenza avviene nel pieno della notte-, trovare la deviazione per il colle della Nera. Noi l’abbiamo trovato solo dopo due tentativi, con i primo chiarori dell’alba. Abbiamo pernottato al rifugio Sella e ci tengo a sottolineare l’ottimo trattamento generale e la cordialità del gestore che la Grivola l’ha salita diverse volte -fin da ragazzo- e che quindi la conosce bene e le sue indicazioni sul percorso da seguire sono esatte e perfette. Difficilmente leggerà questo commento, però mi piace risalutarlo e ringraziarlo per la bevuta che ci ha offerto al rientro: grazie -di cuore- a un amico della montagna da altri “amici della montagna”… Gita condivisa con il fuoriclasse Franco F. e con Ivo A..