- Accesso stradale
- Comodo fino al piccolo parcheggio.
Partito alle 6.20 dal piccolo parcheggio di Prailles dessus dove si trova il divieto di transito. Sterrato fino ad Arvus segnato sentiero 20/20b. Da Arvus si prende quota più velocemente sull’ottimo sentiero che arriva fino al bivacco. Prima di arrivare al bivacco seguire il 20b – segnato su pietra – tralasciando il 20 che prosegue verso il colle di Menouve. Dal bivacco ho seguito la traccia, ora non più segnata e più lieve ma sempre visibile e con qualche ometto, che, come giustamente detto nella descrizione, segue il tubo della presa dell’acqua. L’ho seguita per un tratto poi abbandonata a favore di qualche dosso erboso con parecchie pietre affioranti ma sempre comodo e camminabile fino a sovrastare la bella conca sospesa dove si dividono le due salite: a sinistra verso Menouve e Crete Seche, a destra verso Molline e Testa Grisa. Per la salita ho cercato di sfruttare il più possibile le verticali fasce erbose che si vedono dalla conca. Inizialmente mi sono tenuto verso destra nel senso di salita per poi portarmi più a sinistra con traversi ascendenti su pietraie tutto sommato stabili. Ho scelto una via piuttosto diretta (ma questa salita quasi ti ci costringe) restando sempre più verso sinistra e ancora cercando i sempre più radi e magri ciuffi d’erba tra il terriccio che tira indietro il passo e i tanti sfasciumi, fino a sbucare in cresta alla sinistra della punta orientale. Da lì facile salita alla centrale; un po’ di attenzione in più verso la ovest sui blocchi comunque perlopiù stabili (io mi sono tenuto il più possibile sul filo di cresta, a mio avviso conviene e, salvo un minimo di confidenza con roccia/pietraia, non c’è nulla di difficile né eccessivamente esposto). La salita alla roccia che è la cima ovest si fa con un mezzo saltino diretto o girandoci intorno di due/tre passi lato svizzero. Ritorno passando poco sotto la centrale lato svizzero, pochi passi per salire lo speroncino dell’orientale, breve discesa e semplice salita sulla facile cresta del Testa Grisa. Anche per il Testa Grisa, a parte qualche passo lato svizzero, si cammina bene sul filo di cresta.
Discesa: tra il Testa Grisa e l’orientale delle Molline si trova un ometto dal quale si intuisce a malapena una ripida striscia di terriccio che scende. Ho scelto questa via, sempre molto diretta e, come per la salita, appena ho potuto sono andato a ricercarmi gli apparentemente più comodi tratti erbosi tenendomi più a destra, nel senso di discesa, rispetto a quanto fatto per la salita, fino a tornare alla conca sospesa. Da lì ho seguito un po’ più fedelmente il tubo della presa dell’acqua trovando varie tracce, fino a tornare al bivacco e dal bivacco discesa come per la salita.
Oggi la meteo mi ha permesso questo itinerario senza grossi problemi. Dalla conca alla cresta il terreno è ripido ma non difficile, nulla di “tecnico”, solo piuttosto infido: terriccio che scappa sotto le suole e sfasciumi che si muovono; guardandomi intorno ho visto pochi ometti e solo nella parte più bassa e più semplice con ancora molta erba. Forse non ho scelto io vie “omettate”, forse il terreno descritto li ha fatti cadere o forse di ometti non ce ne sono proprio, sta di fatto che, salvo avere un’affidabile traccia gps, è meglio evitare questa salita in caso di nebbie/cattivo tempo. Essendo io salito e sceso a vista ho preferito evitare di creare ometti per vie ripide e non tropo agevoli che magari potrebbero condurre qualcuno a trovarsi in situazioni scomode.
Panorama dalle vette magnifico, fantastico lo scorcio in particolare su Monte Bianco e Punta Walker. Nessun incontro se non qualche escursionista incrociato tra il bivacco e Arvus mentre scendevo. Bivacco in ordine, ben tenuto.
Ringrazio Alberto per avermi segnalato questo bello, solitario e in parte selvaggio itinerario.