- Accesso stradale
- Parcheggio sulla sterrata sopra a Chateu Beaulard
Il sentiero è in ordine dalla partenza alla vetta e sempre ben tracciato da tacche, cartelli o targhette. Appena prima del bivacco si trova un piccolo nevaio residuo che si supera con pochi passi… ma ha pochissimi giorni di vita rimasti. Dal bivacco alle due vette, numerosi ometti portano alla meta senza difficoltà.
Nel tratto centrale, ossia dal rifugio Guido Rey (fontana) al Rocher de la Garde, abbiamo effettuato un piccolo anello, seguendo il percorso del laghetto all’andata e il sentiero 702 al ritorno. Tra i due ho preferito quello dell’andata: nonostante sia un po’ meno indicato dai cartelli (che inviterebbero a percorrere il 702), è sempre pulito e ben visibile, a differenza della parte più bassa del 702, dove di segue una traccia calpestata nell’erba alta; inoltre, transita quasi integralmente nel lariceto, rendendo questo tratto più ombroso rispetto all’altro (una manna, in queste giornate calde). Probabilmente il 702 è preferibile nelle più fresche giornate autunnali, quando ci si gode il calore del Sole e l’erba sulla parte iniziale è più bassa.