Grande Rochere e Petit Rochere da Planaval

Grande Rochere e Petit Rochere da Planaval
La gita
brunello-56
5 13.09.2020
Accesso stradale
A piedi da casa

Certo che con la visibilità la salita è tutt’altra cosa, potendosi vedere la cima e la cresta e sapere dove puntare.
Però nonostante esista un itinerario ormai stra-marcato e omettato che porta in vetta io mi sono affezionato al percorso di discesa di alcuni giorni fa e l’ho ripetuto in salita.
Ha dei vantaggi:
– E’ nel regno della wilderness, nessun segno o traccia di passaggio; però è lineare nel suo sviluppo
– Rende: ogni passo è un passo avanti e non mezzo indietro; e la pendenza non molla mai
– Sbarca in cresta tra il Pic la Varise e la Petite Rochere, per cui la salita alla Grande Rochere è su cresta aerea e panoramica.
Lo svantaggio sono i camosci in alto sulla testa, con il loro movimento che equivale a sassi che cadono; e data la pendenza, la velocità di questi è inevitabilmente sostenuta.
Per imboccare questo percorso si sale dal pianoro di Bonalex seguendo gli ometti; quando questi, in un pianoro, piegano decisamente a destra (ma poco evidente, v. oltre) si svolta invece a sinistra, si aggira il costone e ci si ritrova sotto un pendio solcato da un canalone, pendio che va risalito fino alla sommità, su zolle erbose o sui sassi, a scelta e puntando ad un grosso masso. Qui si ritrova un canalone ripido e impervio: il consiglio è attraversarlo appena possibile (io mi ci sono un po’ infognato) per portarsi sul pendio erboso sulla parte opposta, pendio che si risale agevolmente fino a quando le zolle erbose lasciano il posto ai detriti. Seguendo il percorso migliore si sbarca in cresta tra il Pic la Varise e la Petite Rochere, si piega a destra e si arriva alla vetta della Petite Rochere; da questa, lungo la marcata traccia, si scende al sottostante colle da dove si risale alla Grande Rochere.
Discesa lungo la “via normale”, marcata e omettata quindi difficile da perdere, che riporta al pianoro di Bonalex.
Un dettaglio. In salita, per stare sulla “via normale” c’è un punto di incertezza, ed è quello dove gli ometti, dopo un tratto lineare, piegano a destra (dove sono andato in crisi la volta scorsa). Non c’è un ometto che indichi la svolta, forse ce n’era uno che è caduto (ci sono ancora i cocci a terra) per cui si sarebbe portati ad andare diritto. Ho aggiunto due ometti che dovrebbero fare da trait d’union, sperando di aver fatto la cosa giusta.
Giornata all’insegna della nuvolosità: le previsioni davano meteo stratosferico, soprattutto al mattino, e infatti nelle prime ore tutto limpido e terso; poi raggiunta la vetta, nuvole che arrivavano e si dissolvevano, ma visibilità sempre limitata e creste mai scoperte. Forse è migliorato dopo, ma ero già a Rantin. Però, vista la soddisfazione per l’itinerario, 5* senza indugio alcuno.

Un cordiale saluto a Gianni e Giancarlo incontrati in vetta, davvero un bel momento di cordialità tra amanti dei percorsi fuori dall’ordinario. “E’ stato un onore incontrare brunello 56 …”: troppo buoni !!
E grazie alla moglie per il pick-up a Planaval e i bastoncini nuovi di pacca.

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