- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da vento/sastrugi
- Neve (parte inferiore gita)
- Farinosa ventata
Oggi tutto solo su questo bellissimo itinerario. Erano già presenti delle tracce, ma evidentemente vecchie.
Da Valnontey, dopo il breve tratto nel fondovalle, gli sci si tolgono e si procede a piedi sul sentiero che porta ai pendii superiori. Il sentiero è pulito, si procede bene. In discesa, attenti ai tratti ghiacciati! Sui pendii superiori la neve c’è ma non è abbondante. Per un centinaio di metri di dislivello, in salita si procede bene, in discesa, visto che il terreno è accidentato, pura sopravvivenza. Oltre, neve non abbondante, ma più che sufficiente. La bastionata rocciosa che porta alla parte alta, con le condizioni attuali, è ostica, sia in salita che in discesa. La poca neve lascia scoperti molti salti di roccia, non alti, ma comunque pericolosi. Io ho deciso di percorrere la cengia alta, l’unica lingua ben coperta. Tutta con i ramponi, con non poca difficoltà, anche perché nel punto più critico ne ho perso uno (sigh!). In discesa sceso con gli sci, con mooolta attenzione.
Discesa. Parte alta sotto la punta, brutta: sasturgi da vento enormi. A seguire, nei valloncelli non male: sottile crosticina morbida su farina pressata. Presenti placche da vento, ma ben visibili. Poche zone con neve gelata.
Nota positiva: tutta la salita è al sole, benché il versante sia esposto a nord est.
Erano anni che volevo fare questa gita. Ieri ho preso il coraggio e ho detto: vado! In solitaria e senza ossigeno 😎