Grand Combin Traversata italiana delle 4 cime

Grand Combin Traversata italiana delle 4 cime
La gita
sandro000
5 11/07/2021

Lunga gita in ambiente ancora selvaggio e spettacolare. Se pur agevole, l’avvicinamento al bivacco Musso il primo giorno è già di suo una gran bella scarpinata (circa 2000m d+). Noi andando con molta calma ci abbiamo impiegato circa 8 ore (compreso di pausa al rifugio Chiarella, raggiunto in poco meno di 3 ore).
Il secondo giorno alle 4:40 abbiamo attaccato la via Isler in ottime condizioni su bella neve portante: non è tecnicamente difficile, ma sicuramente richiede un ottimo rigelo e un buon innevamento. Dal Combin di Valsorey (ore 6:30 circa) abbiamo proseguito fino alla Grafeneire (ore 7:15 circa) e da lì sull’Aiguille du Croissant, per poi ridiscendere (occhio al ghiaccio affiorante nell’ultimo tratto di discesa prima del colletto, utili viti) fino alla Tsessette (ore 8:30 circa). La gita si è fatta interessante nella ricerca del Couloir du Gardien (che ci ha richiesto almeno 1 ora), il cui scivolo di neve e ben protetto da una muraglia di seracchi che ne nascondono l’accesso. Inizialmente ci siamo sbagliati e spostati a sx (senso di progressione) fin sotto la Valsorey. Capito l’errore, siamo ritornati sui nostri passi trovando l’accesso all’estrema dx (non avere paura di cercare portandosi sul bordo del ghiacciaio… l’accesso si riconosce nel momento in cui guardando verso il basso si intravede la spalla rocciosa del Couloir du Gardien). Da qui, abalakov su ghiaccio solido per superare un risalto di 10/15m che ci separava dal benedetto Couloir (ore 11:45 circa). Rimessi i piedi a terra abbiamo ripreso il cammino verso il Col du Meitin tenendoci alti lungo il bordo del ghiacciaio (percorso sicuramente più corto, ma a continuo rischio di crollo dei seracchi, e che seracchi!). Raggiunto il colle (ore 14:00 circa) ci siamo messi l’anima in pace per affrontare le 5 lunghe ore di camminata per ritornare alle macchine. Con il senno di poi valuterei se non ridiscendere dalla via Isler. Richiede condizioni di perfetto rigelo perché esposta a sud e quindi a rischio scariche già dal primo mattino. In compenso però ti evita di dover ricercare l’accesso del Couloir, di dover costruire un abalakov e di camminare parecchio sotto gli enormi seracchi.
Anche se di certo il ritorno facendo l’anello completo ti permette di godere a pieno dell’imponenza di questa magnifica montagna!

Un grazie infinito all’instancabile Pietro che mi ha costretto a correre anche dopo 15 ore di cammino per vedere la partita. Ne è valsa la pena!!

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