- Accesso stradale
- Come per l'itinerario del rif. Chabot o V.Emanuele.
Da tempo pensavo a questa via sul versante nord del Gran Paradiso ma nonostante la storia alpinistica degli apritori, la sua estetica linea di salita e il fatto che fosse una via di misto di stampo classico, salvo la relazione sulla Guida dei Monti d’Italia, poche o nessune altre informazioni erano reperibili della via. E tanto meno si registravano riscontri di ascensione da parte dei rifugisti in zona.
L’interesse era alto e a quel punto non si poteva attendere oltre.
La parte iniziale glaciale della via si presenta al momento senza grandi problemi. Per superare la terminale e necessario spostarsi quasi sulla verticale del tracciato delle nord, e successivamente fare un breve traverso, circa due tiri di corda e raggiunge l’attacco dello sperone. Nel traverso abbiamo trovato del ghiaccio e abbiamo utilizzato una seconda picca.
Nella parte iniziale lo sperone si mostra con ancora la presenza di alcune zone con neve e ghiaccio, ma si tratta di in breve tratto che è possibile comunque salire anche senza ramponi aggirandole.
Nella prima parte lo sperone e composto in prevalenza da una alternanza di rocce compatte, a blocchi rotti e sfasciumi, e necessità di attenzione per evitare il distacco di parte di essa, ma si procede celermente in conserva protetta.
Successivamente, lo sperone si verticalizza, assumendo una colorazione grigio chiara, la qualità della roccia migliora offrendo una arrampicata, prevalentemente su fessura, divertente e di soddisfazione con difficoltà di max IV+° e termina contro la grande torre di gneiss rosso. Un nut incastrato.
La parte che segue, della torre e sicuramente la più interessante sia per la buona qualità della roccia che per le difficolta di arrampicata con tratti di max V°(a mio avviso forse anche ½ grado in più) , dove le linee di salita si sviluppano su fessure, diedri e placche e l’arrampicata assume un interesse particolare anche per la scenografia della torre stessa e per l’ambiente che lo circonda. L’arrampicata divertente è alternata da placche e diedri che risultavano per lo più asciutti. L’ultimo diedro, prima della fine della torre rossa, invece, si presentava con ghiaccio. Lo stesso e comunque aggirabile spostandosi su placca a dx di circa 7 m, max IV+°, raggiungendo lo spigolo e la successiva la cima della torre rossa e dello sperone.
Da li si raggiunge in breve la cresta nevosa ovest, che presenta inclinazioni di circa 40°e per essa la vetta del Gran Paradiso.
Nella via abbiamo trovato solo un nut incastrato sul 2° tiro, e due chiodi sul 5° tiro, dove abbiamo aggiunto un terzo, giallo, lasciato sul posto.
Materiale da noi utilizzato, oltre alla corda da 50 m sono stati adoperati una serie di friend BD dal 03 al 3, martello alcuni chiodi e spezzoni di corda e fettucce vari posizionati su spuntoni.
Sul posto sono rimasti , oltre al nut, tre chiodi sul 5°tiro.
Le soste sono da attrezzare.
Salita di misto per gli amanti del genere, a mio parere, molto interessante e gratificante dove si sommano vari fattori che la rendono, motivo di scelta.
Oltre agli apritori, un ringraziamento particolare va’ a Roberto che con entusiasmo ha condiviso l’idea di questa salita.