Gran Paradiso (Giro del) da Valnontey per i Rifugi Sella, Chabod, Vittorio Emanuele, Pontese (5 gg)

Gran Paradiso (Giro del) da Valnontey per i Rifugi Sella, Chabod, Vittorio Emanuele, Pontese (5 gg)
La gita
marco-levetto
4 25/04/2018
Osservazioni
Visto valanghe a pera esistenti
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo portante
Neve (parte inferiore gita)
Primaverile/trasformata
Quota neve m
2000
Equipaggiamento
Scialpinistica

Tour dal 25 al 29 aprile. Condizioni molto simili alla relazione precedente descritta da Luca76.
Con Enrico Pessiva e Daniele Caneparo. Solo noi alla traversata per tutti e cinque i giorni.
Primo giorno portage 30-40min ca. Secondo giorno: discesa dalla Gran Serra in ottime condizioni, non abbiamo usato la corda, il canale di discesa si percorre con i ramponi su peste comodissime faccia a valle. Risalita al Colle orientale del Gran Neyron per la crestina finale analogamente su buona traccia (piccozza e ramponi obbligatori, traverso ripido). Bella discesa su firn al Chabod. Terzo giorno: salita al Granpa con crepi chiusi, RAS (a parte il tracciato disseminato di bandierine posizionate in previsione della gara di domenica, che mi ha obbligato agli straordinari su Photoshop). Molta gente sia dal Chabod sia dal Vittorio, tutti solo per la vetta principale, noi, partiti tardi da signori, arriviamo in punta quando la coda sta defluendo. Discesa sul V.Emanuele prima parte molto lavorata, poi trasformata fino al rifugio. Quarto giorno ambiente solitario e spettacolare. Risalita al colle del Gran Paradiso su pendio ripido (ramponi). Ottimo firn fino all’Ivrea. Il tempo inizia a cambiare, arrivo al colle dei Becchi verso le 13,30 sotto il nevischio. Discesa al Pontese su neve primaverile, in basso molto marcia. Verso sera si scatena il diluvio, piove tutta la notte fino alle 5,30 di domenica mattina, alle 6,30 una breve schiarita ci convince a forzare la traversata e partire. Fino all’uscita del canale che immette sul Piano delle Agnelere neve marcia da pioggia e mancato rigelo notturno, faticosa, batte Daniele come un trattore. Oltre i 2600mt inizia lo strato di neve recente, e anche lo zoccolo. Alle 10 intravediamo per un attimo il colle di Teleccio, Daniele davanti si fionda nella direzione giusta con il suo gps biologico, appena prima che si chiuda tutto e si scateni la bufera. Enrico ed io siamo dietro di mezz’ora, il vento cancella rapidamente le tracce del socio, visibilità zero, fortunatamente io il gps l’ho comprato, ed arriviamo al colle seguendone la traccia. Un abbraccio, discesa a piedi per 300mt con San Gps in mano, poi sci ai piedi appena si inizia a vedere qualcosa. Valleile devastata da enormi valanghe di fondo, ma percorribile in sci fin quasi a Lillaz (con qualche spinta e gavabuta), sotto la pioggia.

Traversata meravigliosa, spettacolare il giorno del Gran Sertz e l’arrivo al Colle Orientale del Gran Neyron. Il versante piemontese è selvaggio, solitario e struggente. Ottimo trattamento in tutti i rifugi. 5* comunque le becca Mara del Pontese che ci ha coccolato come in famiglia, grazie!
infine grazie agli immensi soci, andare in montagna con due come loro è come girare per la Cappella Sistina accompagnati dal Papa, per questo progetto che avevo nel cassetto da ormai troppo tempo e che iniziavo a temere rimanesse un sogno

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