Gran Nomenon da Vieyes per Bivacco Gonthier e la Cresta Nord

Gran Nomenon da Vieyes per Bivacco Gonthier e la Cresta Nord
La gita
luciano-arneodo
5 08/07/2017

Nessuno… proprio nessuno, amici di lunga data compresi, è disposto ad accompagnarmi a scalare il Gran Nomenon.
Troppo brutta è la fama di questa montagna, legata alla cattiva qualità della roccia, per riuscire a trovare un compagno di scalata così mi ritrovo solo ad affrontare il gemello minore della Grivola bella.
La roccia effettivamente è pessima, non è possibile far un solo metro senza muovere qualcosa, anche di grosso, ma non è peggio di tante altre cime del gruppo del Grampa o del Bianco e non solo…
Fatta in giornata partendo alle 3.00 da Torino, con le seguenti tempistiche: 2,30 h. per la salita al bivacco Gonthier, 1,30 h. per la salita al colle della Charbonniere, 2,00 h. per la cresta, totale 6.00 h. per oltre 2.300 m. di dislivello.

Alcune precisazioni sulla relazione di salita.
Dal colle della Charbonniere puntare al primo gendarme ben visibile lungo la dorsale spostandosi inizialmente sul lato Valsavaranche (destra salendo), poi seguendo il filo di cresta non difficile in questo primo tratto.
Una volta che si è arrivati sotto il gendarme spostarsi sul lato sinistro (lato alpeggio Nomenon) e risalire un canalino abbastanza ripido dalla sua base (possibile trovare neve ad inizio stagione) fino a riguadagnare la cresta.
Spostarsi quindi progressivamente verso sinistra continuando a salire fino a raggiungere la base del secondo e terzo gendarme: qui il terreno diventa più ripido ma la progressione non è mai difficile (II grado).
A questo punto conviene piegare decisamente a sinistra effettuando un traverso su roccia pessima che consente tuttavia di evitare di superare dei salti di roccia più ripidi seppur di roccia leggermente meno marcia (passi di III) e di aggirare il quarto gendarme fino ad incontrare un altro canalino che si risale completamente fino a giungere sotto l’ultimo salto verticale che si può superare a sinistra con un’uscita leggermente strapiombante non difficile (II) oppure a destra affrontando un camino con un masso incastrato alla fine (III) e poi ultime roccette finali fino alla vetta.
Il panorama sulla vicina Grivola è notevole, come la soddisfazione di conquistare una cima evitata a torto dalla quasi totalità degli alpinisti.
Sulla via di salita non ho trovato assolutamente nulla… fatto qualche ometto prima del traverso che temo non dureranno a lungo.
In discesa (attenzione a quello che si tocca perché è ancora più facile smuovere le pietre instabili e farle precipitare per tutta la parete fino alla pietraia alla base della montagna) trovati invece quattro cordoni di abbandono per altrettante doppie: la prima dalla cima, utile corda da 40 metri (io con una da 30 ho dovuto disarrampicare l’ultima parte del camino), la seconda nel canale, la terza dopo il traverso ed infine la quarta sotto il secondo torrione permette di superare dei ripidi salti di roccia.

Le 5 stelle naturalmente sono per l’ambiente e per la solitudine… Non incontrato nessuno in giro, nemmeno all’alpeggio del Gran Nomenon, che per bellezza e vista sulla Grivola e sul Gran Nomenon merita da solo la gita.
Una salita d’altri tempi sicuramente meritevole e di soddisfazione ma sconsigliata ai palati troppo fini e a chi ha paura di toccare roccia rotta e instabile.

Link copiato