Aguglia – Sinfonia dei Mulini a Vento

Aguglia – Sinfonia dei Mulini a Vento
La gita
marcestonex
3 24/04/2025
Accesso stradale
Vedi fondo relazione

Prima di iniziare la relazione, vorrei sottolineare che questa è la cronaca di un tentativo abortito alla fine del primo tiro, non è mia abitudine relazionare vie o gite che non riesco a concludere per varie vicissitudini ma, dato che in rete si trovano poche relazioni, spesso vecchie, e l’ultima qua scritta risale a 13 anni fa (!) a sto giro reputo sia corretto scrivere qualcosa di nuovo. Cercherò di essere il più oggettivo possibile e di non creare terrorismo psicologico, perché non è assolutamente mia intenzione.
Ciò detto, per l’avvicinamento si segue il sentiero (CHE APRE ALLE 7.30 PREVIO PAGAMENTO DI TICKET DA 7€ A TESTA) che porta a Cala Goloritzè prima per un centinaio di mt in leggera salita, e poi lungamente per quasi 500 mt in discesa per ottimo e scenografico percorso fino alla base dell’incredibile Aguglia che si vede solo quasi all’ultimo. Individuare l’attacco della via è piuttosto facile, sono marcati i nomi alla base di “Easy Gymnopedie” e di “Sole incantatore”: “Sinfonia” è la logica fila di chiodi da roccia che passa subito a sx di “Sole incantatore”. Il primo tiro parte con roccia nel complesso buona, eccezion fatta per una mano molto unta, e segue la serie di chiodi da roccia obliquando qua e là alla ricerca delle debolezze della parete. La prima parte è relativamente semplice, con appigli e appoggi vari, ma da metà tiro in poi (più o meno quando la fila di piastrine prosegue dritta mentre i nostri chiodi vanno a sx) la situazione cambia: l’arrampicata comincia a essere molto delicata e di precisione, e visti i chiodi da roccia vetusti su cui ci si assicura (vecchi si, ma oggettivamente a vista non sembrano marci e paiono solidi) si deve stare ben più attenti. I chiodi vanno e vengono: si alternano tratti in cui sono ravvicinati e azzerabili (come mestamente fatto dal sottoscritto) a “lunghi” tratti sprotetti e difficilmente proteggibili in cui è decisamente vietato cadere. Si incontra prima una sosta su cordone marcio verso sx, poi una sosta a spit e catena verso dx (di una via spitatta a fianco) ed infine obliquando di nuovo a sx finalmente la nostra sosta sotto al tettino di L2, le cui condizioni lasciano a desiderare: le piastrine in parete sono palesemente vecchie e corrose dalla salsedine (allego foto) e i cordoni da sostituire e i maillon di calata palesemente arruginiti. Io personalmente l’ho integrata con un friend BD 3 in una bella fessura al lato di quest’ultima, ho infilato un kevlar rosso nelle piastrine e ho messo un nuovo maillon di calata, lasciando tutto lì per i posteri. Visto quanto ho patito ad arrivare fino lì, sia per abilità fisiche che mentali, e visto che i miei compagni di cordata erano meno avvezzi di me a questo tipo di scalate, una volta recuperatili capiamo subito che la ritirata è l’unica opzione possibile. Se questo tiro è gradato 6a, onestamente penso di avere poche speranze di riuscire a fare la fessura gradata 6c più in alto. A parere mio PERSONALE e non necessariamente condivisibile, il tiro se fatto in libera può aggirarsi attorno al 6b/+ moderno, oppure 6a/A1, ma ripeto è un mio parere personale e potrebbe essere tranquillamente sbagliato. Ritiratici, scopriamo che un’altra cordata di fianco a noi (piuttosto forte) si era ritirata il giorno prima dalla stessa sosta per i nostri stessi identici motivi. Nonostante in giornata ci fossero più o meno 10 – 12 cordate, “Sinfonia” è stata l’unica via tra le più blasonate dell’ Aguglia a non essere stata attaccata da nessun altro se non noi. In tutta onestà, per me l’unico modo per proseguire su questa via sarebbe stato di essere legato in una cordata da 2 con un altro alpinista esperto in questo tipo di Vie col quale smezzarsi alla pari i tiri. Non la reputo infattibile, sicuramente è un po’più pericolosa di altre vie da me percorse (parlo ovviamente solo per quanto riguarda il primo tiro perché non avendo proseguito non posso certo relazionare il resto), se la si vuole percorrere però sicuramente bisogna essere sicuri di essere una cordata ben affiatata ed avvezza a questo tipo di avventure in stile “alpino anni ’80”, con sottogradazioni diffuse e protezioni dove si può.
Per il rientro basta seguire il percorso d’andata a ritroso, cercando di non morire per il caldo.
PER QUANTO RIGUARDA IL POSTEGGIO:
Da aprile a novembre il sentiero è aperto dalle 7.30 alle 14 con ingresso contingentato a 250 persone al giorno e posteggio obbligatorio nell’area camping: allego nelle foto la locandina con tutte le informazioni a riguardo.

Onestamente, sono un po’ triste per non essere riuscito a ripetere questa Via, aperta da due colossi come Manolo e Gogna negli anni ’80, ci tenevo davvero molto. Però, per le mie capacità fisiche e mentali e per quelle dei miei soci di scalata (bravissimi tra l’altro a salire comunque il primo tiro), sono convinto che sia stato meglio così in fondo. In ogni caso il posto è veramente pazzesco e l’Aguglia merita una visita. Spero un giorno di riuscire a farla! Sicuramente tornerò, sicuramente farò una delle più plaisir vie spittate a fianco, ma nel profondo sento che l’obbiettivo rimarrà per sempre questa. È solo un arrivederci!

Link copiato