- Accesso stradale
- Nulla da segnalare.
- Osservazioni
- Sentito assestamenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Quota neve m
- 1800
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Partiti dal tornante, la pista è chiusa e neanche sciabile per scarsità di neve. L’unico punto della gita dove abbiamo dovuto togliere gli sci per mancanza neve è stato infatti proprio qui, sebbene per pochi metri.
Per scendere all’alpeggio di Lavassey non farsi tentare dal bosco farinoso da sciare come abbiamo fatto noi: ad un certo punto c’è una barra rocciosa e non si passa da nessuna parte, così abbiamo dovuto ripellare e andare a prendere la stradina, che si percorre agevolmente in discesa anche senza togliere le pelli al momento, visto che la neve è farinosa.
Dall’alpeggio seguito praticamente l’itinerario estivo, sentendo numerosi whoom nei pezzi in piano fortunatamente.
La pala finale è davvero ripida, penso di aver fatto 50 inversioni minimo stando tutto sul costone di dx, dove c’è meno neve e attualmente ben trasformata (diversamente non avremmo neanche provato a salire). In cresta abbiamo tolto gli sci e proseguito alla croce di vetta con i ramponi, cercando di stare il più possibile in cresta e dove c’era meno neve, per evitare qualche accumulo.
Discesa: scesi a mezzogiorno, la neve sulla pala aveva mollato ma non abbastanza, comunque era ben sciabile. Abbiamo ripellato dal pianoro sotto alla pala per raggiungere il colletto e poi ancora dall’alpeggio di Lavassey fino ad in cima alle piste aperte. Ovviamente così facendo siamo arrivati ad Estoul mentre la macchina era parcheggiata al tornante, ma con 15 minuti scarsi a piedi siamo tornati al punto di partenza e almeno ci siamo sciati anche la pista.
Avvistati diversi camosci e stambecchi.
È davvero un bell’itinerario, ma da affrontare solo con neve sicura viste le pendenze e il fondo di erba olina su cui poggia.
Io e Clo, buona la prima del 2025!