- Accesso stradale
- parcheggio - 10 chf, accetta solo monete o easypark
La via cerca i tiri più belli della parete – talvolta a scapito della logica – ma che tiri! Qua il granito è assolutamente indistinguibile da quello dei migliori satelliti del Monte Bianco (a differenza di quello delle altre pareti del Furka) – probabilmente il migliore di tutta la zona. Il primo tiro è un po’ scorbutico (comunque la roccia è solidissima), poi i tiri diventano via via più belli. L3 e L5 sono eccezionali – fessure, placche e diedri splendidi.
Abbiamo usato pochi friends, ma sono tornati davvero utili due micro per la fessurina del terzo tiro; mai usate misure grandi (2, 3 e 4) né nuts.
Accesso e calate: consiglio caldamente di passare quasi per il rifugio Albert-Heinz e da lì seguire l’enorme sentiero che punta la Graue Wand; intercettare poi ometti e una traccia che punta a sx verso un ripiano (ometto gigantesco in cima – talvolta si mimetizza con la parete retrostante). Cercando ‘scorciatoie’ dirette si perde un sacco di tempo tra pietraie e pendii sgradevoli. Una volta raggiunto l’ometto gigantesco la via diventa più ovvia (molti ometti) fino a metter piede sul ghiacciaio detritico. Avevamo dietro i ramponi ma non li abbiamo usati (valutate in base alla stagione).
Abbiamo lasciato zaini e scarponi alla comoda sosta dopo il primo tiro, riprendendoli in discesa – è la soluzione migliore. La calata nel diedro del quinto tiro è ad altissimo rischio di incastro.
Una magnifica sorpresa: luogo che appare isolato e remotissimo, quasi himalayano – nonostante le ‘sole’ 2.30h di cammino dal parcheggio. Si scala fronteggiando una lingua glaciale e i seracchi sospesi sotto il Galenstock.