Giusalet o Ciusalet (Monte) o Signal du Clery Canale-Parete SO

Giusalet o Ciusalet (Monte) o Signal du Clery Canale-Parete SO
La gita
popino
4 25/03/2021
Accesso stradale
Strada pulita fino oltre Pietre Porchera, mt 1300. Poi franata. Meglio 4x4.
Osservazioni
Visto valanghe lastroni esistenti
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo portante
Neve (parte inferiore gita)
Crosta da rigelo portante
Quota neve m
1700
Traccia GPX

Ecco le info utili: dalla fine della strada si segue il sentiero del Col Clapier per circa 350 mt di dislivello. A ca. 1650 mt, quando il sentiero effettua un lungo traverso verso sinistra, si incrocia un canalone innevato che incredibilmente sbuca a quota 2270 sui pianori sottostanti il col Clapier. Fantastico sia in salita che in discesa. Pendenza ca 35° o poco più. Secondo giorno: sulla parete neve continua, con cascate di ghiaccio evitabili e isolotti di roccia. Pendenze sempre molto severe. Ci pare mai sotto i 45° con significativi tratti sui 55. Neve buona anche se dura mentre saliamo. In discesa, verso le 10.45, buon grip. Contropendenze a sud mollate il giusto, quelle a nord ancora dure e non sempre evitabili. Sciata abbottonata per 500 mt.

Bene, sbrigate le incombenze, lasciatemi sfogare. Che giornata memorabile! Siamo partiti senza info, ma solo con alcune ns vecchie foto, su cui il visionario Fabri aveva visto questa bella linea, abbastanza evidente. Solo la sera dopo ci siamo accorti che viene citata brevemente sulla guida Volo. Quindi tutto da inventare… è la versione dello scialpinismo che ci piace di più, ed è meraviglioso che sia ancora possibile, a due passi da Torino. Grazie al canalone citato prima, arriviamo al lussuoso bivacco Annibale in un lampo. 2h 20′ contro le 3h preventivate. Cena a cinque stelle, vino buono e gran bella serata. Il vento freddo non ci preoccupa troppo. Stellata. Partiamo con calma alle 7,10. Tempo buono. Ramponi già nei piedi e zaini leggerissimi. Lasciamo anche le pelli. Sono 900 mt scarsi per la punta. Dalla fine del conoide (mt 2800 ca.) diventa chiaro che non sarà una scampagnata. I primi 100 mt sono forse i più dritti, ma, a parte un paio di punti, la pendenza è quasi costante. Il sole arriva sulla parete verso le 9. Fabri, come d’abitudine, con estrema grazia ci offre un’ottima tracciatura. E così alle 9.45 sbuchiamo in cresta, a sinistra della vetta. Il tempo è splendido. Il cielo blu cobalto. Le previste velature restano sulla pianura. Felicità. Intorno alle 10.45 iniziamo la discesa con un traverso a dx (faccia a valle) per raggiungere la nostra traccia evitando una placca di ghiaccio appena prima dell’uscita. La neve è tosta ma sincera, grip sufficiente. Pendenza ed esposizione inducono ad una certa circospezione. Scendiamo, cioè, a chiappe ben strette. Ancora da superare la esse della cascata, il punto più ripido, e siamo fuori! Emettiamo ululati a perdifiato, liberatori, sgasando sul firn perfetto del conoide. Scendiamo fino al Lago Savine felici come bambini. Breve risalita al bivacco e di lì in pochi passi raggiungiamo il magico canalone che con neve liscia, anche se un po’ cotta, ci deposita sul sentiero a 350 mt dall’auto.
Sono le 13.30 quando iniziamo lo splendido pic-nic primaverile innaffiato dalla sognata birra!
Per queste grandi (per noi sciatori della domenica) giornate di montagna, di sci e di amicizia, il gruppo è fondamentale. Ringrazio perciò di cuore i miei due compagni Fabricino e Rickyalp per avermi portato con loro e avermi fatto così buona compagnia! Son ragazzi eccezionali. A Fabri va il merito dell’idea, a Ricky quello di aver portato cibo per una settimana…
(ci mancavano solo Lore e Al)

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