Giulian (Colle) da Bobbio Pellice

Giulian (Colle) da Bobbio Pellice
La gita
andrea81
5 13/09/2014
Equipaggiamento
Front-suspended

Ho atteso con impazienza una giornata meteo ideale per questo giro in Val Pellice, per evitare le nebbie che avrebbero limitato il paesaggio e ovattato l’ambiente. Ed ecco oggi la giornata perfetta, sole caldo e cielo terso. Partenza da Bobbio Pellice, 7 km per arrivare a Villanova, su asfalto ma utili per scaldare i motori. Poi un km circa lungo il liscissimo e polverosissimo sterrato che conduce alla Conca del Prà, ma al primo bivio lo abbandono per proseguire a destra, e iniziano subito i dolori. Un km di rampe micidiali al 20%, poi per fortuna si addolcisce. Ma dopo un po’ di respiro si riprende a salire, in un contesto ambientale stupendo; infiniti tornanti danno comunque la possibilità di respirare, uniti a qualche breve ma provvidenziale ripiano. Sono stato fortunato perchè la strada è stata perfettamente sistemata fino al bivio per l’Alpe Bancet, ma 500 m prima di questo ho dovuto cedere e percorrere qualche tratto a piedi, troppa pendenza e la ruota anteriore si impennava. Rimontato in sella, lungo traverso fino all’Alpe Giulian, fondo un po’ meno bello, finchè all’alpeggio termina la strada. Il primo tratto del sentiero è interamente ricoperto di letame (no comment) poi superato un dosso, si apre la valletta con il colle laggiù in fondo. Purtroppo in salita la ciclabilità è quasi nulla, ma anche a spinta il sentiero è molto comodo e non faticoso, salvo le rampe sotto il colle (ma è questione di 10′). Certo la discesa su Prali sarebbe stata intrigante, ma il ritorno a Bobbio sarebbe stato eterno, così giù dal percorso di salita. A causa della mia incapacità in discesa i tornantini li ho fatti a piedi, poi però il single track fino all’alpeggio me lo sono goduto, peccato finisca molto in fretta! Per il resto ho seguito la sterrata della salita fino a Villanova.
Secondo me è un giro che merita, anche solo per l’ambiente, aspro e selvaggio, a torto scarsamente frequentato; infatti oggi oltre alle persone dell’alpeggio, ho incontrato solo due escursionisti e un altro biker che saliva. La salita è molto dura e lunga, bisogna affrontarla con il dovuto allenamento per non patire le pene dell’inferno.

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