Doveva essere l’occasione per portarci a casa un 4000 senza troppi sbattimenti, invece vari fattori hanno contribuito a rendere più interessante la faccenda. La prima sorpresa arriva durante l’avvicinamento: il terzo troncone di funivia dai Salati a Indren non funziona. Dopo lungo dibattito si decide di tentare lo stesso facendo il classico percorso che aggira lo Stolemberg; però intanto si si sono fatte le 9.15; naturalmente 10′ minuti dopo che siamo in marcia vediamo la funivia che riprende il servizio. Raggiungiamo il ghiacciaio di Indren, ci leghiamo e attacchiamo la normale della Giordani alle 10.30, penultimi della lunga fila di cordate. Il percorso, dopo un inizio soft, inizia a salire su pendenze interessanti; compaiono anche i primi crepaccetti e qualche tratto di ghiaccio, che però non crea particolari problemi. La qualità della neve è quella che si può pretendere ad un orario del genere in una giornata con lo zero termico a 4400 metri. Nuvole basse intanto coprono man mano il cielo e, quando siamo circa a 3800 metri, iniziano a sentirsi dei tuoni non proprio rassicuranti. Rapido dietrofront di quasi tutte le cordate; anche uno dei due soci decide che è meglio non rischiare e ritorna indietro. Io e l’altro superstite decidiamo di proseguire e, procedendo su neve sempre più marcia, ci portiamo alla base delle roccette finali, sempre avvolti dalla nebbia più totale. Per prudenza effettuiamo la brevissima arrampicata finale senza ramponi e così alle 13.30 siamo a fianco della Madonnina. All’improvviso il cielo si libera e possiamo ammirare lo straordinario panorama che questa pur modesta cima offre. La discesa richiede un po’ di attenzione per superare 4 o 5 crepacci comunque ben visibili più due brevi zone ghiacciate (una verso i 3700 e l’altra sui 3800), ma, stante le pendenze sempre abbastanza marcate della traccia, in poco più di un’ora siamo nei pressi della stazione superiore della funivia di Indren dove ritroviamo il compagno di cordata. per chi fosse intenzionato a salire prossimamente la Giordani, mi sento di consigliare di non ritardare troppo l’ascesa in quanto, proseguendo queste condizioni di temperatura, c’è il rischio che il percorso diventi progressivamente più impegnativo sia per quanto riguarda i crepacci sia per quanto riguarda la presenza di zone ghiacciate.
Un saluto ai due compagni di avventura, i 2 Andrea, e al gulliveriano Andre77, incontrato sul secondo troncone di funivia al mattino.