Gingilos da Xyloskalo

Gingilos da Xyloskalo

Dettagli
Dislivello (m)
900
Quota partenza (m)
1200
Quota vetta/quota (m)
2080
Esposizione
Varie
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Il Gingilos è una delle cime più note del massiccio dei Lefkà Ori e si eleva ai margini sud-orientali dell'altopiano di Omalòs, vicino all'ingresso superiore della gola di Samarià.

Creta offre davvero molte opportunità a chi voglia fare escursioni e trekking: lunghe e spettacolari camminate litoranee sul sentiero E4, la possibilità di risalire e/o scendere le profonde gole scavate da fiumi e torrenti e montagne particolarissime come quelle del complesso dei Lefkà Ori.
Descrizione

La località di partenza può essere raggiunta in auto o in bus (dalle città della costa nord oppure da Paleochora/Soughia, sulla costa sud). Si lascia nel grande spiazzo antecedente al bar ristorante poco sopra l’entrata della gola di Samarià e si segue per pochi passi la strada che conduce all’entrata della gola. Poco prima che la strada inizi a scendere si imbocca a dx il sentiero E4 (palina). Il tratto di percorso che da Omalos sale al colle del Gingilos infatti è parte del sentiero paneuropeo E4 (che dal Portogallo arriva a Cipro), marcato con segnavia giallo-neri. Da principio si sale in modo sostenuto zigzagando fra bassi cespugli, cedri e cipressi sino ad arrivare ad una zona con caratteristiche formazioni rocciose, tra cui un grande arco calcareo. Il sentiero perde qualche decina di metri di dislivello e raggiunge la sorgente di Linoseli, dove è possibile approvvigionarsi di acqua (q. 1500). Da questo punto si risale il fondo dei ghiaioni che scendono dalle pendici del monte Strifomadi e, con innumerevoli tornanti, il conoide del Colle del Gingilos. La sella (q. 1700 circa) è l’entrata superiore delle gole di Tripitì e di Klados, entrambe selvagge e prive di sentieri. Qui si abbandona il sentiero E4 e si rimonta faticosamente alla propria sinistra il ripido versante Ovest del Gingilos, seguendo gli ometti e i segnavia gialli del percorso recentemente ritracciato dall’EOS (il CAI greco) della sezione di Chanià. Alcuni facili passaggi su roccia e il pozzo di una grotta profondo 150 m, ma opportunamente transennato (più evidente scendendo), costituiscono gli unici punti adrenalinici della salita. Arrivati all’ampia cima Sud (grande ometto), si apre la visuale sul massiccio dei Lefkà Ori, verso Est, in particolare sul prospiciente monte Volakias, e sulla costa Sud e il mare Libico. Si prosegue in direzione nord, attraversando dapprima una piccola depressione per poi spostarsi sul versante Sud-Est della montagna e da lì si risale sempre in direzione Nord alla vera cima, di qualche metro più elevata, caratterizzata da un grosso palo metallico con cassetta e libro di vetta. Dalla cima Nord panorama grandioso sull’altopiano di Omalòs e il mare di Creta.

Discesa per la via di salita. Al colle sottostante non è infrequente ammirare il volo di aquile e gipeti.

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Cartografia:
Anavasi 11.13, Samarià Soughia 1:25.000
Bibliografia:
L. Wilson, The high mountains of Crete, ed. Cicerone
erba-olina , oldrado
23/05/2015
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