- Accesso stradale
- Occorre utilizzare la stradina sterrata, in ottime condizioni, che si diparte dal capoluogo, raggiunge la diga e percorre il fianco dx idr. del lago
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 2200
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Lasciata l’auto al bivio poco sopra Usellieres dove la strada si biforca. Dopo circa 1 km abbiamo preso il sentiero nel bosco (bellissimi larici antichi segnalati da pannelli), calzando gli sci a quota 2200 m circa, poco prima di sbucare nel pianoro delle baite Mont Forciaz. La neve era piuttosto dura ed abbiamo usato i rampant. Il primo salto del vallone ha neve svalangata che a un certo punto obbliga a togliere gli sci per superare un punto dove emerge il fondo fangoso. Al di sopra (quota 2500 circa) il pendio e’ ben lisciato, salvo in un punto con resti di valanga che non danno alcun problema. Bella traccia nella zona superiore, dove un traverso porta verso il colle Giasson. Buona traccia anche per l’ultimissimo traverso prima della vetta. Discesa molto bella, con neve che aveva mollato (poco in alto, in modo perfetto nella zona intermedia). Si scia bene anche nella parte inferiore, superata la zona svalangata.
Fino a 24 ore prima non conoscevo l’esistenza di questa montagna. Grazie a Bruna (che ha proposto la gita), Carlo e Davide per l’ottima compagnia